Categorie: torino

fino al 5.III.2007 | Neil Campbell | Torino, Galleria Franco Noero

di - 20 Febbraio 2007

Neil Campbell è nato in Canada, in una fattoria al centro dello Stato. L’isolamento lo ha posto, sin dall’infanzia, a contatto con il paesaggio, con la vastità di un territorio povero di insediamenti umani. Questa esperienza di vita ha influenzato profondamente la sua ricerca, facendogli privilegiare una dimensione appartata di lavoro, lontano dal clamore delle manifestazioni pubbliche. Ha vissuto a New York dall’inizio degli anni Ottanta alla metà degli anni Novanta, un periodo nel quale la scena pittorica nella metropoli americana era dominata da un prepotente ritorno dell’astrazione. La geometria come essenza autentica, la forma pura come manifestazione dell’esistente, offrono lo spunto per la costruzione di un linguaggio semplice, che palesa l’ossatura della realtà in una sintesi efficace. Il paesaggio solitario, in relazione col quale Campbell è vissuto, diventa nel dipinto un paesaggio astratto: la percezione dell’immagine comporta la ricostruzione mentale dell’origine alla quale essa appartiene.
La prima lettura dell’opera dell’artista è dunque di natura percettiva, esaltata dal colore e dalle forme, essenziali e lineari. Ma, ad un’osservazione meno immediata, il lavoro propone altresì una riflessione attenta sul senso e sul valore della forma geometrica pura, sulla definizione dello spazio attraverso l’opera.
La mostra è costruita col rigore dell’intervento site specific: Campbell ha realizzato tre wall-drawing e li ha collocati in modo strategico rispetto allo spazio, così da indurre lo spettatore a porsi in relazione dialettica con essi. Pareti bianche, due lavori in nero (il nero scenografico, del tipo utilizzato nei teatri di posa cinematografici e teatrali), Boom Boom e Pillar, e uno, Zero, in due colori, nero opaco, e giallo fluorescente. Il contrasto risulta non è solo cromatico, ma risulta evidente anche nelle dimensioni, che passano in modo naturale dal piccolo al grande formato.

L’apparente appiattimento delle forme racchiude, in realtà, un’energia centrifuga che anima l’opera nel contesto spaziale.
Boom boom e Zero sono costituiti da cerchi che sembrano “impressi” dentro alle pareti. Pillar, invece, è una forma allungata, tesa tra pavimento e soffitto, che divide la parete, assottigliandosi nel centro per dilatarsi verso i bordi. Il contatto tra lo spettatore e le opere diventa una vera e propria esperienza sensoriale, che attribuisce all’essenzialità della figura geometrica-cerchio anche una valenza tattile. Richiamando un’idea di unità costruita su differenze infinitesime.

tiziana conti
mostra visitata il 15 febbraio 2007


Neil Campbell
Galleria Franco Noero di Torino, Via Giolitti 52/A – zona centrale raggiungibile con tram n.16 – martedì-sabato ore 15.00-19.30
tel. 011882208 fax 01119703024 – info@franconoero.com
www.franconoero.com


[exibart]

Articoli recenti

  • Fotografia

Nelle fotografie di Cate Colapietro, il corpo sfugge oltre il ritratto

La riflessione visiva di Cate Colapietro sul corpo nell’era digitale, tra contatto, assenza e disturbo: le fotografie sono in mostra…

15 Aprile 2026 12:30
  • Arte contemporanea

Milano Art Week 2026, la guida agli opening di oggi in città, tra gallerie e istituzioni

Prosegue la Milano Art Week 2026: con Untitled Association andiamo alla scoperta degli appuntamenti da non perdere oggi, con un…

15 Aprile 2026 11:30
  • On paper

exibart onpaper 132: dentro al momento più intenso del calendario artistico

In uscita exibart onpaper 132: nel nostro nuovo numero cartaceo, si parte dalla Milano Art Week per approfondire il momento…

15 Aprile 2026 10:47
  • Arte contemporanea

L’arte di Miguel Afa ci mostra come vivere la leggerezza del nostro tempo

Con l'artista brasiliano Miguel Afa approfondiamo i temi espressi dalla sua mostra alla Rhinoceros Gallery di Roma: il tempo interiore…

15 Aprile 2026 10:30
  • Libri ed editoria

Roberto Gramiccia, Teoria della Fragilità: un saggio contro la retorica della forza

Nel suo nuovo saggio, edito da Diarkos, Roberto Gramiccia propone una lettura della fragilità come motore culturale e umano, per…

15 Aprile 2026 9:30
  • Mostre

La “Primavera Sacra” di Irina Zatulovskaya: la mostra alla Galleria 200C di Venezia

Abbandonare la tela per inseguire la verità della materia: fino al 4 maggio 2026, alla Galleria 200C di Venezia, Irina…

15 Aprile 2026 0:02