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Fino al 5.IV.2013 | Michael Fliri | Torino, Centro Videoinsight

di - 26 Marzo 2013
Provoca giocando il giovane Michael Fliri nelle sue opere esposte presso il Centro Videoinsight in collaborazione con la Galleria Raffella Cortese di Milano. Artista accolto nel 2012 nelle sale del Centro Pompidou di Parigi e del Museo Pecci di Milano, dopo aver ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui il premio consegnatogli nel 2005 da Marina Abramović, è presentato per la prima volta a Torino in una retrospettiva degli ultimi dieci anni della sua produzione. L’inaugurazione della mostra ha inoltre visto la compartecipazione dell’artista e del pubblico all’esperienza del Metodo Videoinsight, ideato e promosso dalla collezionista e psicoterapeuta Rebecca Russo.

Nelle opere presentate (cinque video e due installazioni fotografiche) in linea con la filosofia del Centro, scorgiamo come sia l’arte stessa a permettere a Fliri una continua interrogazione della definizione identitaria senza particolari pretese, in modo ironico, talvolta melanconico.
Come il Vecchio ne Le Sedie di Ionesco espone alla folla invisibile: «Vi ho convocati… perché vi si spieghi… l’individuo e la persona, sono una sola e identica persona. […] Io non sono me stesso. Sono dentro un altro», così Michael sembra riapproppriarsi del concetto con la freschezza e la curiosità propria dei giovani, trasformandosi e divertendosi a confrontarsi con i limiti umani. Lo fa mascherandosi, mutando aspetto, ampliando il suo corpo con supporti materiali che gli permettono di entrare in contatto con realtà  altrimenti inaccessibili.
Nella trilogia di video Getting too old to die young (2008), realizzata al compimento dei suoi 30 anni, Michael mette in scena situazioni assurde che rimandano a esperienze-sentimenti-domande che lo hanno accompagnato nella sua vita, almeno fino ad allora. Percorso di vita che lo porta oggi a camminare sotto un pontile, completamente immerso nell’acqua, sottosopra, in 00oo00oo00 (2012), lasciando così entrare  l’abisso e il respiro di bolle nella nostra immaginazione.
I video sono il risultato delle esperienze che l’artista performer costruisce e vive, spesso in ambientazioni esterne a stretto contatto con la natura. Scala tenacemente la vetta di una montagna, supportato da una sorta di trampoli da lui stesso costruiti, in Let love be eternal while it lasts (2006): una protesi artigianale del proprio corpo gli permette di andare avanti, sulle note di una melodia serena, fino a mostrargli (-ci) come anche l’ambizione e la tecnica umana abbiano dei limiti. Michael Fliri non sembra scoraggiarsi nemmeno vivendo e trasportando in un mare infinito la propria barca-abitazione fatta di bottiglie di plastica vuote (Early one morning with time to waste, 2007): con autoironia, presente anche nel titolo, è perdendo tempo che la sua ricerca inesauribile continua, nell’esistenza e nell’arte.
Sara De Paoli
mostra visitata il 5 marzo 2012
dal 5 marzo al 5 aprile 2013
Michael Fliri
Centro Videoinsight
Via F. Bonsignore, 7 – (10131) Torino
Orari: da lunedì a venerdì 15-19

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