Categorie: torino

fino al 6.I.2009 | Alessandro Busci | Torino, Caserma Cavalli

di - 22 Dicembre 2008
Lo spazio è quello suggestivo di uno degli edifici dell’ex Arsenale, traccia fondamentale del percorso legato all’archeologia industriale nella città di Torino, simbolo di realtà profonde che hanno coinvolto milioni di persone in un restauro stupefacente per risultati e obiettivi. È un nuovo contesto espositivo e la mostra di Alessandro Busci (Milano, 1971) vi si inserisce perfettamente: le pitture sono collocate a grandi distanze senza risultare disperse e paiono frammenti di ruggine incastonati nell’esistente.
Freddo nel freddo, ruvido nel ruvido: quello che emerge sono schizzi prospettici usciti da un plotter virtuale che stende linee di smalto sul metallo, trasformato dagli acidi in elementi di paesaggi artificiali. L’acciaio cor-ten è un materiale che attrae gli intellettuali e non solo per le sue caratteristiche strutturali; è l’emblema della materia che accetta in sé il mutamento (si ossida senza corrodersi), consentendo la trasformazione delle molecole ma garantendo la stabilità, quasi fosse il raggiungimento della saggezza senza il deperimento, della maturazione senza passaggi ulteriori.
Busci compie un lavoro di sintesi istintuale dell’immagine, nettamente favorito dall’imprinting mentale che naturalmente possiede un architetto, abituato a ragionare per consequenzialità di spazi e linee di fuga. Un’astrazione mentale che coglie ed evidenzia lo scheletro del reale, marcando i dettagli essenziali che ne delineano l’essenza.

Uno spirito alla Cézanne, che ampiamente sfrutta la formazione ricevuta senza purtroppo approfondire la conoscenza, evidenziando così una chiara superficialità espressiva, che evita i reali processi di analisi del presente, e in questo dissentiamo profondamente dalle tesi critiche proposte in merito.
Il risultato è che le immagini risultano stereotipate, anche quando a essere oggetto di attenzione sono modelli che catalizzano l’attenzione dell’osservatore, che si tratti dell’avveneristico Beijng Stadium o del Guggenheim di Bilbao, delle strutture di Renzo Piano o di San Siro. Come un rapire la quintessenza di un capolavoro senza restituirne un valore adeguato.
È anche vero che a tratti emerge una libertà nella gestualità che lascia presagire il passaggio ulteriore da compiere; nella masse informi delle periferie industriali, in alcuni spunti dei nuovi lavori su carta, la gestualità diventa più personale e quindi più sincera. Il confronto con i materiali di cui studia le caratteristiche racchiude la chiave della tuttavia innegabile tensione interiore di Busci.

È grazie ai suoi esperimenti se i quadri sono carichi di un coinvolgimento “romantico”, che ci ricorda, osservando alcuni scenari vagamente apocalittici dei suoi cieli con aerei, la frase di Novalis: “Là dove non ci sono più dèi regnano gli spettri”. Gli spettri delle nostre città non viste nella loro autenticità, ma riassunte in linee sterili e scontate.

articoli correlati
Alessandro Busci all’Istituto dei Ciechi di Milano

barbara reale
mostra visitata il 27 novembre 2008


dal 27 novembre 2008 al 6 gennaio 2009
Alessandro Busci – Cor-ten
Caserma Cavalli – Ex Arsenale
Piazza Borgo Dora – 10152 Torino
Orario: da martedì a venerdì ore 15-20; sabato e domenica ore 11-20
Ingresso libero
Catalogo con testi di Flavio Caroli e Luca Beatrice
Info: tel. +39 0236517480

[exibart]

Visualizza commenti

  • Concordo con Mulino Bianco, anche se non era forse questa la mostra giusta per iniziare a essere critici.
    La mostra è bellissima, una pittura forte e sintentica che non mi sembra pretenda di essere "analitica".

  • "rapire la quintessenza di un capolavoro" implica la riuscita dell'operazione e non il contrario.
    Anche se le opere meno architettoniche mi sono sembrate le più convincenti.

  • Reggere il confronto con quello spazio dimostra la forza della pittura di Busci, lo riconosce anche Reale che forse si contraddice un pò!

Articoli recenti

  • Mostre

I Kabakov arrivano a Venezia con un racconto intimo della laguna

Fino al 28 Giugno, a Palazzo Ca’ Tron, tra le pieghe di una Venezia autentica, prende corpo un organo memoriale…

2 Giugno 2026 23:05
  • Arte contemporanea

Ad Albissola la casa-utopia di Asger Jorn ospita i fossili in ceramica di Luca Trevisani

La splendida Casa Jorn laboratorio del contemporaneo: la mostra di Luca Trevisani mette in dialogo impronte preistoriche, ceramica e rituali…

2 Giugno 2026 20:10
  • Mercato

Storia di un capolavoro di Beato Angelico, battuto all’asta a Firenze per quasi €450.000

Tra i protagonisti delle aste italiane della stagione, anche un Old Master messo in vendita da Pandolfini. Appena riscoperto, era…

2 Giugno 2026 17:11
  • Arte contemporanea

Ahuva Zeloof trova l’arte nella nuda pietra: libro e mostra a Milano

A Milano, il lancio del volume FAITH e una mostra dedicata alle nuove sculture di Ahuva Zeloof, nate da pietre…

2 Giugno 2026 14:30
  • Arte contemporanea

La Galleria Latina riapre con Soglie: ventidue artisti italiani per un nuovo inizio

Lo storico spazio fondato negli anni Ottanta inaugura un nuovo corso con una mostra che indaga il concetto di soglia…

2 Giugno 2026 13:30
  • Personaggi

È stata trovata morta a San Paolo Hilde Lynn Helphenstein in arte Jerry Gogosian, voce critica dell’arte

È giallo sulla morte di una delle voci più taglienti del sistema dell’arte internazionale. Il suo corpo è stato ritrovato…

2 Giugno 2026 13:03