Di sapore quasi esotico, andarera potrebbe sembrare un termine di origine spagnola. Eppure appartiene al dialetto piemontese e pressappoco si traduce con l’espressione ‘a ritroso’. Terza edizione della rassegna annuale Profili, la personale di Gian Marco Montesano (Torino, 1949) è difatti un’incursione nel passato. Lungi dal risultare nostalgico e malinconico, si tratta di un viaggio che diviene cronaca, testimonianza di un’intera epoca.
Oggi pittore e regista teatrale (Compagnia Florian, Pescara), in gioventù Montesano studia da seminarista presso i Salesiani di Valdocco. Poco più che ventenne si trasferisce prima a Bologna e poi a Parigi, entrando in contatto con Gilles Deleuze e Jean Baudrillard. I suoi approcci iniziali alla figurazione traggono spunto dal genere tipico delle illustrazioni. La produzione artistica diviene la sua occupazione principale solo diverso tempo dopo: “Sono scivolato senza volerlo dentro […] l’arte e il suo sistema. Oggi sono un artista, lo sono da vent’anni. Ci sono entrato attraverso la vita, senza rendermene conto…”. Nei primi anni Settanta realizza alcuni quadretti erotici, per poi cimentarsi – rientrato dalla Francia – col tema religioso. Queste opere sono perlopiù riproduzioni di madonne e di immaginette sacre, ingrandite e rivisitate in chiave post-moderna. Risalenti al 1980, in mostra ne sono presenti due esempi intitolati Le coeur de l’art est catholique.
Durante lo scorso decennio, l’operato di Gian Marco Montesano viene forzatamente ricondotto al Medialismo, corrente della quale egli si direbbe invece un precursore. Con sottile ironia, l’autore interpreta gli stereotipi e le icone
Costituita da un nucleo principale di circa 25 tele di sorprendente immediatezza e sapore neorealista, l’esposizione è introdotta da una raccolta di 100 disegni inediti dal titolo Cinema Italia. Opere grafiche nelle quali si rintracciano memorie private e collettive, ma soprattutto le fattezze di quei personaggi che hanno reso indimenticabile il Novecento. Da Gabriele D’Annunzio a Carmelo Bene, passando per Rodolfo Valentino. Ed ancora: Pier Paolo Pasolini, Giorgio De Chirico, Totò, Giuseppe Ungaretti, Coppi e Bartali, Vittorio De Sica, Anna Magnani, Maria Callas, Sofia Loren…
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sonia gallesio
mostra visitata il 18 maggio 2003
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