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fino all’11.I.2004 | Gemine Muse | Torino, Museo di Antichità

di - 19 Dicembre 2003

Da Aosta a Catania, le più importanti città italiane sono legate tra loro grazie alla seconda edizione di Gemine Muse, rassegna nazionale promossa dal GAI (Associazione Circuito Giovani Artisti Italiani) e dal CIDAC (Associazione delle Città d’Arte e Cultura) al fine di favorire un rapporto sinergico tra le istituzioni museali più accreditate e i giovani artisti emergenti.
I risultati fino ad oggi ottenuti dimostrano come l’interazio ne tra l’arte antica e quella contemporanea non sia solo possibile, ma anche auspicabile e fruttuosa: “Entrare in un museo” -afferma il direttore artistico Virginia Baradel- “è, metaforicamente, come rientrare nella casa del padre: nel nostro caso, però, nella condizione adulta del confronto”.
A Torino, dopo il coinvolgimento di Palazzo Reale nel 2002, quest’anno è di turno il Museo di Antichità. Disseminate tra utensili del paleolitico e del mesolitico, stele funerarie e corredi tombali, le opere inedite di Berruti, Leonardo e Viapiano paiono integrarsi perfettamente con i più significativi reperti archeologici piemontesi.
La mostra è introdotta da Nodi di Ester Viapiano (Torino, 1973), ampio tappeto-arazzo costituito da un patchwork di spugnette da cucina, ritagliate in modo da riprodurre il celebre Nodo di Salomone.
Tra le antichità rinvenute nella necropoli di Golasecca, noto sito vicino a Castelletto Ticino, l’artista colloca singolari sculture realizzate con tazze, bicchieri, servizi da caffè e da tè, rivestiti da stoffa bianca inamidata con acqua zuccherata (L’ora del tè, 2003). Stoviglie di uso comune, dunque, che opportunamente ricoperte si trasformano in affascinanti resti cristallizzati della nostra contemporaneità, evanescenti e fragili “come presenze fantasmatiche di un lontano passato” (Guido Curto).
Affrescati da Valerio Berruti (Alba, 1977) su tele di juta, interi nuclei famigliari o piccoli gruppi composti da giovani e bambini, sostano in piedi, ammirati, osservando le opere costituenti la collezione permanente. Proprio come accade per la compagine ritratta traendo ispirazione da una vecchia fotografia sbiadita, qui riunita davanti ad una ricca raccolta di argenti di età romana appartenente al Tesoro di Marengo (Spectatores, 2003), tra cui spicca imponente e regale il busto in lamina dell’imperatore Lucio Vero (161-166 d.C.).
Eseguite da Paolo Leonardo (Torino, 1973), tre riproduzioni di una testa femminile in marmo bianco greco, messa in risalto dal vibrante sfondo rosso carminio, dominano da una parete il vasto spazio delle serre. Mediante il consueto impiego di grandi campiture di colore, l’autore al contempo circoscrive e sottolinea le figure, le avvolge e le violenta, le aggredisce e le esalta.
Ritrovata nel 1839 ad Alba e risalente alla fine del II secolo a.C., la testa raffigurata è parte di un acròlito (statua in cui solo alcune porzioni, in prevalenza il capo e le estremità degli arti, sono realizzate in materiali nobili per poi essere montate su un supporto in legno e stoffa) dedicato ad una divinità con diadema.

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sonia gallesio
mostra visitata il 30 novembre 2003


Gemine Muse – Giovani artisti nei musei italiani
(opere di Valerio Berruti, Paolo Leonardo, Ester Viapiano)
a cura di Guido Curto
dal 9 novembre 2003 all’11 gennaio 2004
Torino, Museo di Antichità, via XX settembre 88/C
tel. +039 011 52.11.106
orario di visita: da martedì a domenica h 8.30-19.30; lunedì chiuso
ingresso: intero € 4.00; ridotto € 2.00
per info e prenotazioni: tel. + 039 011 43.96.140 e-mail museoantichita@museitorino.it  
www.museitorino.it/museoantichita
www.giovaniartisti.it e-mail: info@giovaniartisti.it  
GAI, Associazione Giovani Artisti Italiani: n° verde 800 80.70.82

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