Malgrado non abbia notato grandi cambiamenti rispetto alla mia ultima visita, subito ho percepito un’atmosfera di libertà: libertà di movimento, libertà di fruire a piacimento delle opere, di commentarle senza problemi. Libertà insita nelle stesse sculture e nei dipinti, non appesantiti da vetri e cornici, non costretti nei soliti spazi chiusi, per questo più leggeri e godibili.
Quasi ogni angolo di casa, nasconde e poi svela di colpo una sorpresa cromatica, un fascio di colori o di bianchi e neri, una scultura, un’applique, che strappano a viva forza le pareti da un grigio anonimato.
Transitando per questo museo a cielo aperto mi è venuto da pensare a come sarebbero migliori e più “sopportabili” le nostre città se i muri delle case, dei palazzi e delle fabbriche, si potessero dipingere allo stesso modo.
Anche solo una su cento. E’ un’utopia forse.
Eppure anche per Maurizio Corgnati, convincere gli abitanti del suo paese a “prestare” i muri esterni delle abitazioni per realizzare opere che a loro sarebbero alla fine rimaste incomprensibili, non fu facile.
Con il suo amore per l’arte e la passione per quel progetto, riuscì a vincere ogni resistenza da parte dei concittadini. In quattro anni, il numero delle opere terminate, arrivò a settanta.
Molti artisti si prestarono volentieri ad attuare un’operazione di cui intuivano il carattere rivoluzionario, in quanto la sua realizzazione portava le loro opere fuori della logica commerciale di mercato, arricchendole di una valenza di opere vive, collocate tra la gente e alla portata di tutti.
Col passare degli anni, le opere sono arrivate a 150, coinvolgendo artisti del calibro di Mainolfi, Nespolo, Pomodoro, Soffiantino, Tadini, Zorio, solo per citarne alcuni tra i più noti, anche se, malgrado la loro caratura, non è la notorietà e il valore artistico degli autori a rendere straordinario il M.A.C.A.M., ma il suo significato di museo vivente, che senza troppe barriere fisiche o di natura commerciale, porta l’arte per le strade, dando a tutti la possibilità di goderne liberamente.
Bruno Panebarco
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ce ne fossero di sindaci come lei !!!
ho letto l'articolo di PANEBARCO,ho apprezzato molto il contenuto,poichè rispecchia in pieno le sensazioni che Maurizio Corgnati voleva provasse chi visitava il nostro museo;e che mi presentò quando, nel giugno 1985, mi propose l'idea di far nascere un museo all'aria aperta a Maglione ,idea alla quale aderii immediatamente.
Pier Franco Causone
-sindaco di Maglione-