L’opera è stata acquistata di recente da un privato che ha acconsentito alla richiesta di esporla per un breve periodo. Torna così in Europa dopo un esilio di trentacinque anni una delle pià ammirate opere di Leonardo. La Madonna dei Fusi verrà esposta ad Arezzo, zona dove il dipinto è stato ambientato e caro a Leonardo.
L’esecuzione risale intorno ai primi anni del 1500, quando Leonardo eseguì per il convento dell’Annunziata il cartone di un San Giovannino, una piccola Madonna e il primo grande cartone per Sant’Anna, la Madonna, il Bambino e san Giovannino. E’ probabilmente in questo periodo che lavora anche alla Madonna dei Fusi.
Il quadro venne commissionato al Maestro da Florimond Robertet, potente segretario di Stato del re di francia Luigi XII, come attesta la lettera di Pietro da Novellara scritta nel 1501 nella quale il Vicario informava la Marchesa di Mantova Isabella d’Este che Leonardo si sarebbe occupato del suo ritratto non appena avesse finito il lavoro per Robertet.
Nella stessa lettera si legge che la composizione a cui lavora Leonardo è una Madonna con il Bambino “che sede come se volesse inastare fusi e come desideroso dessa Croce ride et tienla salda non la volendo cedere alla mamma che pare gliela voglia torre”.
Il paesaggio che fa da sfondo alle due figure è quello aretino che Leonardo conosceva bene e che da buon perfezionista riproduce fedelmente nei minimi particolari.
Infatti agli inizi del 1500 Leonardo fu incaricato come ingegnere militare e idraulico da Pier Soderini, per il progetto della deviazione e la canalizzazione dell’Arno.
Per questo i suoi studi si indirizzarono non solo al territorio fiorentino e pisano ma anche al Valdarno Superiore, alle valli aretine.
Realtà che intervennero tanto nella Gioconda, nella Vergine delle Rocce e nella vergine e Sant’Anna quanto nella Madonna dei Fusi.
Lo sfondo gode di una precisazione topografica incredibile: a sinistra del volto della Madonna è possibile intravedere i Calanchi del Valdarno, mentre a valle il paesaggio è quello di Buriano, ripercorrendo il preciso tratto dell’Arno.
L’esposizione della Madonna dei Fusi si presenta come un evento di portata scientifica e culturale unico ed irrepetibile per ammirare il dipinto in tutto il suo splendore.
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Dall'immagine proposta il quadro sembra di ineffabile bellezza e dolcezza. La vostra scheda è sobria ma esauriente. Spero di venire presto a vedere la mostra.
Il restauro di Piero della Francesca l'ho già visto... (è un di più, ma siamo sempre ad Arezzo). Ciao.
Com'è possibile? Neanche l'orario di apertura della mostra su Leonardo!
Si, scusate e l'orario?
Spero di venire presto ad Arezzo per ammirare questa splendida opera dato che Leonardo é uno dei pittori che preferisco oltre Botticelli e Velasquez
Leonardo genio iconoclasta, da gustare.
HO VISTO LA MADONNA A LUGLIO ED è VERAMENTE SPLENDIDA.
PECCATO CHE LA COPIA DEL PROGETTO, ESEGUITO DA LEONARDO ,PER IL PONTE DI AREZZO SIA STATO ESPOSTO CAPOVOLTO!!
UNA SVISTA VERAMENTE GRAVE.
ED ANCHE IL PREZZO DELLA MOSTRA NON è PRORPIO POPOLARE.
Si fanno pagare carissimi e mettono le opera al contrario? Questa è davvero grossaaaaa
FAVOLOSA,ANCHE IL PIù MISERO DEI VISITATORI NON PUò CHE RIMANERVI ESTASIATO.AREZZO POI RIMANE SEMPRE UNA DELLE CITTà TOSCANE PIù BELLE IN ASSOLUTO!!!
Il dipinto era descritto in una lettera che Pietro da Novellara scrisse a Isabella d'Este nel 1501 come "Madonna che siede come se volesse inaspare fusi". L'aspo con cui gioca il Bambino suggerisce la forma della croce, secondo una modalità tipica dell'epoca che attribuisce al Bambino i simboli della Passione. E' splendido!
Grazie per avere dato momenti di dolcezza incredibili. Mi spiace solo che ho appreso dell'evento, quando era ormai troppo tardi!