Categorie: toscana

Dal 6.VI.2000 al 1.XI.2000 | Giotto | Firenze, Galleria dell’Accademia |

di - 6 Giugno 2000

Che grande il Giotto! Che piccole le sale!

Da oggi 6 giugno fino al 30 settembre, all’Accademia di Firenze, si può visitare la mostra del Giotto. Molto pubblicizzata, l’esposizione trae alla luce molte opere del grande artista ritenute anonime fino a poco tempo fa.
Per chi ha visto la cappella degli Scrovegni, a Padova, la mostra è indispensabile per completare la visione del genio pittorico e “narrativo” del maestro; per chi nulla conosce, vale la pena lo stesso perché funziona benissimo a modo di primo approccio all’interpretazione colorata, plastica e quotidiana che l’artista offre di un’umanità non più in tensione verso l’ideale, ma seduta sulla propria dimensione.
E’ generalmente acquisito che la “rivoluzione” della pittura giottesca, contemporanea a quella “letteraria” operata da Dante suo coetaneo, si basa sul recupero della forme classiche alla riconquista della concretezza fisica e spaziale dell’immagine dipinta che la sottrae definitivamente al linearismo bidimensionale e alle astrazioni simboliche della pittura bizantina.

La rassegna non si limita però a questa testimonianza, ma si pone all’interno di quella che è stata chiamata la “questione omerica” della storia della pittura italiana. Infatti fin dall’800 è viva la polemica tra chi accetta e chi invece contesta l’attribuzione a Giotto del celebre ciclo di Storie francescane della basilica superiore di Assisi. E ancora l’identità dell’affascinante Maestro d’Isacco, nodo cruciale della scuola e della bottega di Giotto.
Il problema principale è quello infatti di distinguere la mano giottesca da quelle dei suoi collaboratori, almeno tre.
Benché con posizioni e motivazioni diverse i curatori della mostra sono propensi ad attribuire le “dubbie” opere al Grande Maestro fiorentino
In quanto all’allestimento della mostra, è inevitabile criticare la scelta spaziale, perché un artista come il Giotto ha bisogno di grandi stanze e non di cunicoli contorti dove il riflesso delle cattive luci impedisce il colpo d’occhio. D’altronde, non si può apprezzare con giustezza le opere grandi, come i famosi crocifissi, senza la distanza necessaria.
La mostra, purtroppo, offre un panorama di “particolari” invece dell’insieme che ci vorrebbe, soprattutto tenendo conto che si tratta di un evento molto pubblicizzato e quindi, non si può sperare di essere da soli durante il percorso.

Un’altra cosa: il 5 giugno, quando si svolse la presentazione ufficiale con tanto di cappello e di autorità (sindaco e assessori di Firenze), c’era anche il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giovanna Melandri. Tutti –come comanda la regola d’oro della vetrina- aspettavano ansiosamente le parole dell’onorevole. Bene, in sintesi, fu un discorso sorprendentemente pedestre, pieno di luoghi comuni che non giovano all’arte, e di vacillazioni inspiegabili.
D’altronde, perché confondere l’atto culturale con l’atto ufficiale finalizzato agli affari e alla coltura dell’immagine pubblica?

LUCIA FENIK


Dal 6 giugno al primo novembre 2000. Giotto. Firenze, Galleria dell’Accademia. Info. 055 2654321. Chiuso il lunedì; Sab.8.30-22; Dal mart.alla dom.8.30-19. Biglietto £.15.000. Si catalogo


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Visualizza commenti

  • Si sembra siano state trovare le sue ossa...e che verranno portate a Firenze in Santa Reparata...bha...staremo a vedere...
    Credo che nessuno possa dire a 700 anni di distanza di chi siano le ossa di chiccessia...

  • i ritrovamenti di Roma (notizia di oggi, 26 settembre 2000) sono del grande Giotto? aspetto notizie da chiunque.

  • sì, sembra proprio che le ossa trovate siano di Giotto. Gli studiosi hanno ricostruito un calco di gesso del volto partendo dal cranio vero come base e il volto apparso è secondo loro assolutamente identico (o solo somigliante?!) ad un autoritratto presunto dell'artista che si trova nella Cappella degli Scrovegni a Padova

  • ...ho letto - non ricordo dove - che il Giotto non era neppure un gran bel tipo, anzi che esteticamente era molto molto brutto !

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