Tutti i momenti dell’attività di Lorenzo Viani sono rappresentati attraverso un’accurata scelta di circa ottanta dipinti. Particolare attenzione è rivolta alla produzione letteraria di Viani, fondamentale per intendere appieno la complessità della sua poetica artistica, e comunque avente un suo autonomo valore che la critica letteraria ha universalmente riconosciuto.
A introdurre il visitatore all’opera di Viani, una selezione di dipinti che presentano le fonti da cui la sua arte trae origine: dal maestro Fattori, del cui tratto e relismo Viani non rimase indifferente, a Plinio Novellini, cui l’artista deve un decisivo avvio verso quella libertà espressiva del colore che segnerà l’intera sua opera.
Citate anche le fonti successive di Viani riguardanti il soggiorno parigino: da Daumier a Van Gogh, Munch, Van Dongen. Il percorso espositivo ripercorre i cardini del pensiero artistico e poetico di Viani, tra cui: Consuetudine (1907-09) simbolo del suo populismo esasperato; Gli zingari (1912), un essenziale tassello della iconografia dei reietti; Mimì Concetta (1908-09) ritratto di una donna a Parigi; La ritirata di Caporetto (1918) drammatica illustrazione della guerra.
Infina La Duchessa (1934) rappresentazione della follia, ultimo tema affrontato dall’artista e che testimonia ancor più la sua lotta contro la retorica.
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