Categorie: toscana

fino al 11.IX.2011 | Salla Tykka e Marzia Migliora | Firenze, EX3 – Centro per l’Arte Contemporanea

di - 27 Luglio 2011

L’artificiosità del potere umano che controlla e domina la natura, anziché convivere con essa in un rapporto equilibrato, è alla base lavoro di Salla Tykka (Helsinki, Finlandia, 1973) che propone due video visibili in una stanza oscurata in cui sostare, invitando ad una riflessione che parte dalla ripresa di dati di una realtà manipolata. In Victoria, una ninfea gigante bianca di origine tropicale, viene osservata nell’Orto botanico di Helsinki con una precisione che sembra irreale ed una luminosità cromatica ricostruita come in un’immagine digitale di soluzione pittorica durante il suo sbocciare in una condizione innaturale, considerando il clima rigido degli inverni nordici. In Airs above the round, invece, le immagini di un gruppo di cavalli lipizzani che galoppano liberi in una radura si alternano a quelle di un cavallo della medesima razza, completamente bianco, nonostante sia scuro alla nascita, che viene addomesticato per svolgere dei movimenti perfetti da parata, ma contronatura, se osserviamo anche il suo sforzo, il suo respiro, la saliva che fuoriesce dalla bocca mentre sta compiendo i movimenti prestabiliti a cui è stato addomesticato.

Il colore bianco di entrambi gli esiti di natura, il fiore e l’animale, esprime da un lato la “perfezione” richiesta dal sistema occidentale postmoderno che contravviene ormai agli ideali romantici dell’etica ruskiniana, dall’altro l’esigenza di dominio di una società capitalistica che conduce a delle forzature ed alla perdita dell’essenza originaria delle cose, adombrata da una serie di immagini di fotogrammi in bianco e nero del film “Il figlio di Tarzan” del 1939 proiettato su monitor, disposti lungo il corridoio come su fogli sciolti.

Marzia Migliora (Alessandria, 1972) ha invece utilizzato l’intero spazio centrale della struttura per elaborare un’installazione, Rada, costituita da un ampio pontile di legno blu oltremare disposto a croce, i cui estremi raggiungono i quattro lati dell’ambiente, decorrendo tra un’ampia distesa di scarti di lavorazione di marmo Carrara che ricopre l’intero pavimento. Nella sua disposizione riproduce la grafica della bandiera X – Ray che nel Codice internazionale dei segnali marittimi è un segno che assume il significato di “sospendete quello che state facendo”, riconoscibile tramite il simbolo di una linea intercalata da due punti secondo il codice morse “linea – punto – punto – linea” nelle installazioni a neon su parete, e sull’entrata esterna, che coincidono al limite dei quattro estremi della croce, come a disporre il pubblico che avanza fino ad incontrare il muro ad un momento di riflessione, ad un “tempo di tregua”, di pausa. Porre attenzione a riconsiderare, a capire e meditare, bloccando per un attimo il tempo intensivo del vissuto, come a richiedere la partecipazione attiva del pubblico.

Associando il percorso fisico lungo la struttura lignea al messaggio veicolato dal codice marinaro desunto dalla bandiera, si innesca una relazione di carattere concettuale tra oggetto fisico e dimensione intellettuale attraverso la decontestualizzazione ed il mutamento di codice nella  trasmissione del messaggio.

Un luogo concreto come la rada, di attracco e di sosta, spazio naturale protetto invita ad interrompere la corsa nella velocizzazione quotidiana, suggerendo una “zona di quiete” in cui concentrarsi, sospendendo per pochi attimi il continuo viaggio dell’esistenza.

In un ambiente di lato all’installazione campeggiano in un ordine circolare che imita la posizione dei neon nella sala centrale, una serie di disegni a tecnica mista in cui, tra i segni a penna e le campiture geometriche a china, emergono “paesaggi” mentali popolati di barche, oggetti, persone, pesci, bandiere, segnali, binocoli, come marine contemporanee in cui i vari piani della realtà digradano o si amplificano, con ribaltamenti e sovrapposizioni simultanee, diventando luoghi dell’immaginario.

I lavori delle artiste si prospettano al visitatore attraverso media e linguaggi diversi, affrontando in entrambi i casi la necessità di esplorare se stessi attraverso uno sguardo singolare sul mondo circostante in cui emergono contraddizioni, scarti, o sospensioni che permettono una presa d’atto e sollecitano un’indagine interiore.

alessandra scappini

mostra visitata il 20 luglio 2011

8 giugno all’11 settembre 2011 

Marzia Migliora, Rada

a cura di Arabella Natalini

Salla Tykkä, White Depths

a cura di Marinella Paderni

EX3 Centro per l’arte contemporanea di Firenze

Viale Giannotti 81/83/85, Firenze 50126

Orari:  dal mercoledì alla domenica dalle 11:00 alle 19:00; il venerdì fino alle 22:00; lunedì/martedì chiuso

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