Con la mostra a Villa Vogel s’inaugura la seconda edizione di Tracce fuori centro, rassegna d’arte contemporanea che dal 20 Aprile al 13 Giugno vedrà susseguirsi un fitto calendario di eventi. Il quartiere 4, come sostiene il suo presidente, Eros Croccolini, con questo progetto triennale vuole porre una particolare attenzione “alla promozione dell’arte emergente, alla definizione di nuovi spazi espositivi e luoghi di produzione creativa…”.
Quest’ultimo crea l’habitat del suo intervento nel chiostro della villa, utilizzando il luogo come metaforica culla per lampi di memoria e rivisitazione di volti e situazioni. Nella penombra volti sospesi ci accolgono. Le foto, in bianco e nero, stampate su tela emulsionata e con interventi in grafite, acquistano spessore, spazialità e volume grazie alla struttura in compensato sulle quali sono sagomate. L’artista ha utilizzato scenograficamente lo spazio all’interno del chiostro: attraversa il pavimento una striscia di prato, unica nota di colore nell’installazione; dall’alto un cavo d’acciaio delinea una diagonale spaziale che fende l’aria come un binario su cui sembra rotolare un ritratto che si adagia nell’ansa formata per accoglierlo.
Nella limonaia della villa Nicola Carignani accosta immagini reali e virtuali, cronologicamente ben databili, a formare trittici. “Ironia e provocazione sembrano essere alla base del lavoro di Carignani, ma…quello che trapela maggiormente da queste immagini è un senso di spaesamento e di inquietudine, quel misto di instabilità e di torpore che caratterizza l’epoca in cui viviamo…”, così presenta le opere Patrizia Landi, una delle curatrici della mostra. E così percepiamo Roleplaying, dove l’immagine di un uomo seduto su uno squallido divano giallo acido è accompagnata lateralmente da un noto personaggio dei cartoon e da una super-sexi televisiva. L’angoscia espressa dal personaggio centrale è fortemente accentuata dalla presenza, in una parte più oscura della stanza, di una inusuale rappresentazione dell’Urlo di Munch.
SimonaCiacchi con Incubazione impalpabile protegge con un velo di tulle le sue coltivazioni di virus e batteri comunicandoci inquietudine e sconcerto.
“La quotidianità introiettata sgretola la banalità: lo stereotipo muta in icona del bello”. Gaia Bindi così presenta l’opera di Camilla Muccioli.
La rassegna prosegue il 2 maggio alle 21,30 con la performance We are Presents di Antonia Fontana.
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