”Il mio corsetto mi stringe troppo forte e il naturale mi è escluso./ Lavarsi, mangiare, vestirsi, senza alcuna fiducia./ La pazzia amorosa non è che una stella filante nel deserto.”
La rassegna di profili di donne presentata alla Galleria del costume crea una storia parallela delle arti e della società toscane tra XIX e XX secolo. I ritratti di dodici protagoniste sono realizzati con una sapiente miscela di abiti, oggetti, ritratti, autografi e testimonianze.
Gli abiti in mostra sono esemplari del mutamento delle mode e dei costumi: dal tulle e raso degli abiti stile impero, alla raffinata vestaglia dalla linea scivolata e avvolgente creata da Fortuny per Eleonora Duse, per arrivare al tailleur modello Chanel in tweed, sinonimo di eleganza nell’Italia degli anni Sessanta.
Ma non basterebbero gli abiti a tradurre visivamente le esperienze e la personalità di queste dodici donne e per ricrearne lo spirito i curatori, Carlo Sisi e Laura Melosi, hanno inteso accostarli a ricordi e immagini. Vediamo allora un’intensa fotografia di Nunes Vais che ritrae Sibilla Aleramo o il busto ritratto di Carlotta Lenzoni de’ Medici realizzato con sapienza da Pietro Tenerani e quello del volto di Eleonora Duse, ‘divina’ apparizione; fotografie graziose e
La rassegna si apre con Charlotte Bonaparte, “digne de son nom ” per la vita avventurosa che condusse, passando poi alle grandi animatrici dei salotti fiorentini prima e dopo l’Unità, quando Firenze svolgeva un ruolo di centro di elaborazione politico culturale, “in cui le donne son […] dappiù degli uomini ”.
La fine dell’Ottocento si identifica con la cerchia del Marzocco, richiamata dall’attività di Laura Orvieto, sensibile autrice delle Storie della storia del mondo e per la sua attenzione alla letteratura dell’infanzia condiviso anche da Amelia Rosselli.
Si continua penetrando le poetiche del secolo appena trascorso con due donne artiste: Leonetta Cecchi Pieraccini, moglie di Emilio Cecchi e vicina ai pittori della Scuola Romana di cui ammiriamo una Ballerina e un intenso Autoritratto e di Adriana Pincherle, anch’ella valente pittrice vicina al neoespressionismo e sorella di Alberto Moravia.
Concludono la serie: Paola Ojetti, traduttrice sensibile di Shakespeare e Anna Banti, che con il suo femminismoavant la lettre avviava la riscoperta del ruolo delle donne nella storia e nell’arte.
silvia bonacini
mostra visitata il 28.XI.2002
L'artista svizzera Carol Bove occupa la spirale del Guggenheim Museum di New York con sculture e installazioni che dialogano con…
Tre coreografi under 35 – Nicola Simonetti, Thomas Martino e Manoela Gonçalves – portano nuove energie alla danza contemporanea nello…
Parigi riscopre Giovanni Segantini con una mostra che riunisce al Musée Marmottan Monet più di 60 opere provenienti da musei…
A Venezia, fino al 29 settembre 2026, una mostra archeologia esplora culti, santuari e riti legati all’acqua tra Etruschi e…
La Chiesa di Sant’Agostino di Monte San Savino, in Toscana, ospita una mostra che riunisce le opere di 40 artiste,…
Fino al 19 luglio 2026 è in corso la mostra personale di Benni Bosetto, che abita l'architettura ribaltando la percezione…