Vino e opere d’arte vanno entrambi fatti maturare, alimentati di passione, gustati e gelosamente custoditi. Nel primo caso lo sguardo ne percepisce il colore rosso rubino, i riflessi violacei, la fragranza di frutti di bosco, vaniglia e speziatura finissima.
L’Arte condivide la malìa del colore, il mistero della composizione dell’opera, la vivace ed intensa partecipazione emozionale; assiomi questi che le Cantine Leonardo da Vinci hanno fatto propri dando vita al premio Vigna degli Artisti. L’etichetta del Merlot degli Artisti 2001 sintetizza questa filosofia ed offre un vino di alta qualità valorizzato e impreziosito da un’opera d’arte. Paolo Gramigni, curatore del progetto e della manifestazione gioca in poesia nel dire che Il seme dell’arte contemporanea ha radicato in mezzo ad una vigna ed è germogliato un progetto vivace ….che ha come riferimento i luoghi della formazione artistica…. E proprio dalle Accademie d’Arte di Bologna, Firenze, Perugia e
E’ solo l’inizio di un progetto che proseguirà coinvolgendo anno dopo anno altre realtà accademiche italiane ed europee e veicolerà la costituzione di una Fondazione culturale specchio di lungimirante filosofia aziendale.
L’opera vincitrice ed etichetta dell’annata 2001 del Merlot degli Artisti è di Gabriele Arruzzo studente all’Accademia di Urbino. Opera complessa e coraggiosa, come coraggiosa è stata la scelta compiuta dalla giuria. Fuori dagli schemi che prediligono immagini evocative del contenuto in bottiglia, si è scelta un’opera importante che non perde intensità e freschezza nelle piccole dimensioni. Lacrimae rerum, questo il titolo, è innovativa nel tenue azzurro di fondo, negli interventi a smalto, foglio d’argento e spray, ma soprattutto, come dice Laura Safred, lo è nella …rappresentazione che appare incogrua: ogni elemento del racconto sembra appartenere ad un tempo diverso della storia…. Il tempo come chiave interpretativa, come stupita possibilità di convivenza di immagini, linguaggi e comunicazione. Studiati e ben organizzati i personaggi, i piani di lettura nonché le visuali per l’osservatore. Cinque bambini da immagine pubblicitaria anni ’20 confabulano a fumetti ripetendo la parola tempo scritta simbolicamente in greco ed ebraico. Leitmotiv dell’opera, anche il paesaggio ricalca il tema tempo; elementi di epoca diversa compongono una scena di campagna disegnata alla maniera inglese ottocentesca. La foglia d’argento esalta il contrasto spazio-temporale ed il legame corposo fra passate e presente.
L’opera vincitrice e le altre 20, fra cui le due segnalate dalla giuria, SURPLACE #3 di Sandrine Nicoletta e senza titolo di Laura Tofani saranno in mostra dal 1 al 14 giugno nella sala del Comune di Vinci (ridotto della Palazzina Uzielli).
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daniela cresti
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