Azioni concentrate e scioccanti per un’accusa ai poteri forti, qualsiasi essi siano. E comunicazione violenta che fa a botte con la coscienza sul ring della denuncia politico-sociale. Solo così è possibile riassumere il lavoro di Santiago Serra. L’artista madrileno, con i suoi 36 anni, si è presentato a Lucca inscenando una performance inedita – inconfondibile nel suo stile crudo e realistico insieme – per la galleria di arte contemporanea Claudio Poleschi, che per l’occasione ha collaborato con l’associazione “Prometeo”. Il titolo della mostra, miscela di linguaggi diversi fra loro ma niente affatto casuali, già mette in guardia su ciò che ha da venire: Poliuretano espraedo sobre 18 personas. Titolo efficace, ma non sufficiente per capire. E allora ripercorriamo la dinamica delle azioni, raccontate con immagini fotografiche, video e carcasse dissacranti di una sottomissione femminile che odora di sesso e giochi di
link correlati
http://www.claudiopoleschi.com
Gianluca Testa
L’ampliamento firmato da OMA raddoppia la superficie del New Museum di New York, che riaprirà nel marzo 2026 con una…
Grazie a una donazione da 60 milioni, il Rijksmuseum di Amsterdan aprirà un nuovo parco dedicato alla scultura contemporanea, con…
Co-creazione, intelligenza artificiale e patrimonio: Dicolab lancia i nuovi percorsi formativi gratuiti per professioniste e professionisti del settore culturale. Aperte…
Al Parco delle Acacie di Pietralata, una campagna di archeologia preventiva ha portato alla luce un antico complesso composto, tra…
La mia indagine verte sull’importanza della forma in pittura, e sulla dissoluzione della stessa e dei contorni dell’immagine alla ricerca…
Imprenditrice di successo, collezionista d’arte e mente visionaria dietro il progetto Archivorum, Mia Rigo rappresenta oggi una fonte di ispirazione…
Visualizza commenti
Provocazione interessante; finalmente un nuovo modo di presentare la notizia: interattivo e coinvolgente; un reportage che stimola il pensiero e la riflessione; un esempio di controinformazione e/o alternativa culturale... ma.... ma l'arte dov'è? Il giovane "artista"??? Ma stiamo scherzando? O forse qualsiasi forma di spettacolarizzazione del contingente se accompagnata da uno scritto ai limiti dell'acrobazia linguistica giustifica il termine "arte"? Ma la critica esiste ancora o si è completamente arresa al marketing?
Più che "l’impatto emotivo della denuncia", trovo che l'allestimento di Serra rappresenti l'esempio dello sfruttamento di "oggetti" viventi per scopi esclusivamente commerciali.
Con coraggio avrebbe potuto aiutare quelle donne ad uscire fuori dal ghetto in cui vivono, sfruttate e umiliate, evitando loro una nuova e più subdola umiliazione, "vestita" di finalità sociali e artistiche.
Giusy Caroppo