Le inelencabili creazioni del fashion style accompagnano ormai quasi ogni agire quotidiano dell’uomo contemporaneo. Non solo abbigliamento del corpo, ma delle gestualità e delle ritualità più effimere. Scarpe, cinture, occhiali, ombrelli, borse, cravatte, guanti, cappelli: se il rinnovato pudore del cliente rinnega l’aura da status symbol d’epoca reganiana, lascia spazio però alla ricerca meditata di un dettaglio, di un particolare in grado di descrivere e definire il proprio personalissimo stile. Così oggetti di culto, entrati ormai nell’immaginario collettivo, e segno distintivo dei personaggi dello star system di ieri e di oggi, si dispiegano senza soluzione di continuità sotto ai nostri occhi ripercorrendo la storia del costume, e non solo. E se i centri commerciali assomigliano sempre più a veri e propri parchi del divertimentificio collettivo, l’esposizione diventa allora occasione ludica: 14 sezioni-installazioni che, esorcizzata una volta per tutte l’austerità di certi allestimenti pseudo-museali, risvegliano il bambino che è in ognuno di noi. Lo prendono per mano, lo accompagnano in un’insolita gita al luna park. Questo vero e proprio alfabeto del complemento d’abbigliamento, a firma del sistema moda di oggi e di ieri, è ideato da Franca Sozzani, direttore della testata Vogue, con allestimento di Italo Rota e l’art direction grafica di Luca Stoppini. Inizio della mostra-spettacolo, Sipario: introduzione al tema in forma di cartoon disneyano. Tappa successiva: Letters of power, ovvero, il potere onnipresente del logo: i marchi di dodici prestigiose maison alle prese con pinne, maschere da sub, teli da spiaggia, sci, caschi, bocce, sacchi a pelo, guinzagli, monopattini, biciclette e tappezzeria. Segue Trend setters, candide borse griffate scorrono sotto i raggi indagatori di un metal detector. Poi, inatteso, un bizzaro scroscio di pioggia: è l’installazione Rain in the Wonderland, ombrelli e scarpe femminili alle prese con le intemperie. Pochi metri più avanti, torna il bel tempo: nel cicaleccio di un campo di grano spuntano fuori, anziché papaveri, coloratissimi guanti.
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Maurizio Rossi
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Scusate ma chi è questo signore? un incrocio tra Noam Chomsky e Micha Klein ?
ieri ho visto la mostra, ma devo dire che la cosa più bella è (sigh!) questa recensione sopra! nel complesso l'allestimento come scrivete è divertente, mi piacerebbe portarci Noam Klein!!!
Che spasso sta' recensione!