Con marchio indelebile, nell’immaginario collettivo è stampato il ricordo di rappresentazioni epiche e mitizzate. Protagonista è l’Imperatore, il nuovo Cesare. E’ Napoleone. Canova gli trasmette il potere divino di Marte Pacificatore, che impugna l’asta sormontata dalla Vittoria. David lo associa a eroi del passato, come Annibale e Carlo Magno. Lo ritrae prima in una posa aulica, in sella a un cavallo difficile da tenere a bada. Poi nel suo studio, esaltandone le singole virtù. Ma della famiglia Bonaparte, Napoleone non è l’unico artefice di cambiamenti epocali. “Marianna è inesperta! Non ha furberìa” diceva il futuro Imperatore riferendosi alla sorella 14enne, poi ribattezzata col nome di Elisa. Da quel giorno qualcosa è cambiato. E la ragazzina che frequentava la scuola delle Religiose di Sant’Agostino a Saint Cry, pochi anni più tardi diventa principessa della Repubblica di Lucca. Nello stesso anno in cui è incoronata in cattedrale dall’Arcivescovo Sardi, Elisa Bonaparte fonda l’Accademia Napoleone. Aderiscono David, Canova, Volta e Laplace. Introduce nuovi codici civili e la tassa sugli spettacoli per incrementare il fondo dei poveri. Le basta un decennio per avviare quel processo di francesizzazione che influenzerà l’intera città negli anni a venire. E ora, per celebrare i due secoli dalla sua incoronazione, le province di Lucca, Livorno, Pisa e Massa Carrara promuovono un programma quadriennale di mostre ed eventi. Ricostruendo con attento criterio filologico l’eredità napoleonica. Che ha
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