Tra le stanze della galleria più leggende aleggiano insieme. Intrecciandosi e distorcendosi, si concretizzano nel nuovo lavoro di Giuseppe Spagnulo. Da una parte il fuoco, che Prometeo donò agli uomini suscitando l’ira di Zeus, e che Spagnulo adopera per forgiare la sua opera, dall’altra il più reale ma ugualmente leggendario Cantico dei Cantici, il Libro per eccellenza. Sublime, misterioso, appassionato e appassionante.
Ed ecco all’entrata un imponente blocco di acciaio forgiato con una fiamma ossidrica, a rappresentare la copertina di un libro vuoto, o meglio, svuotato delle sue pagine. Esperienze sensoriali si susseguono e sovrappongono: l’odore del metallo fuso che dal naso scende alla gola, colori espressivi e inaspettati, il rumore impercettibile e grandioso di tanta massa materica insieme e le imperfezioni tattili delle superfici sconnesse dalla fiamma. Ed ecco un’altra pagina, poi una terza e un’altra ancora. Staccate dal taglio cruento del fuoco che li ha separati, i quattro blocchi-pagina si perdono nell’ambiente circostante. E collegati a questi, quattro grandi pagine monocrome, una gialla, una nera, una blu e una magenta, che contengono, finalmente, dei versi dei Cantico. Il libro ci circonda, ci avvolge. Nella sua interpretazione Spagnulo sembra voler ammettere l’impossibilità di rappresentare il celebre libretto lirico immobile come un’opera qualsiasi, ferma nel suo tempo e nella carte dove è stata scritta.
Il Cantico si muove, si sposta intorno a noi, i suoi versi, di sabbia lavica e pigmenti, escono dalle carte dipinte e ci colpiscono violentemente parlando d’amore e di passione. Tonnellate di acciaio che aleggiano a mezz’aria, forti, ma private del loro reale peso corporeo. La solidità della terra è stata nuovamente sconvolta dall’imprevedibilità della fiamma, ma ha finalmente trovato la pace nella leggerezza della parola.
Belle ma simbolicamente meno cariche le opere più piccole al piano inferiore, dove il tema è comunque il contrasto tra la materia e le sue leggiadre forme possibili.
articoli correlati
Spagnulo in mostra a Todi
valentina bartarelli
mostra visitata il 24 novembre 2006
La Dep Art Gallery di Milano esplora oltre 40 anni di sperimentazioni di Imi Knoebel, mettendo in evidenza la coerenza…
Al centro del mio lavoro c'è sempre il corpo come linguaggio visivo universale
Dalla scultura novecentesca alle pratiche concettuali e performative, la riapertura del Palazzo segna una nuova stagione di confronto tra memoria…
Dopo il restauro, torna visitabile alla Banqueting House di Londra il soffitto monumentale di Rubens, uno dei cicli pittorici più…
Il pittore surrealista la realizzò nel 1939, come allestimento scenico per un balletto. A fine mese sfiderà il mercato con…
Il Teatro delle Briciole di Solares Fondazione delle Arti, a Parma, ospita la Trilogia dei poveri cristi, progetto di Ascanio…
Visualizza commenti
bell'articolo..mi piace come scrivi. La mostra sembra interessante. good.