Quando denuncia gli abusi della società contemporanea nei confronti dell’ambiente, quando sfrutta arcilessemi per ironizzare sulle convenzioni del linguaggio, quando esplora, oltre ogni “lecito” confine, il potenziale espressivo della propria corporeità, Robert Gligorov aderisce consapevolmente al proprio tempo.
Per realizzare le sue opere (le fotografie quanto le installazioni) l’artista macedone ricorre a metodi e tecnologie d’avanguardia; in ugual misura l’ispirazione fa riferimento ad una cultura dell’immagine quanto mai attuale, tanto nell’inclinazione per le rappresentazioni iperreali quanto nell’immediatezza del messaggio, condensato in una narrazione serrata e quasi urlata.
I lavori dell’ultimo periodo registrano un punto di flesso nell’inventiva di Gligorov, una cesura che lascia intravedere una dilatazione del tempo creativo: quello dell’invenzione artistica e quello della realizzazione. Le grandi fotografie, ancora una volta centrate sulla realtà visibile e sull’ambiguità della rappresentazione, dimostrano la maturità raggiunta dall’artista, capace di sintetizzare le diverse declinazioni dell’immaginario
Il titolo della raccolta, Anemia, trasferisce sul piano fisico il senso di questo rallentamento, un assottigliamento della percezione che diviene doloroso e coinvolge l’artista su tutti i piani. Il periodo che ha visto Gligorov impegnato nella realizzazione delle opere in mostra ha coinciso con un grave indebolimento, “segno forse di una lotta fisica parallela a quella sostenuta per produrre i lavori (…) al massimo delle capacità creative”.
In questi contrasti le fotografie di Gligorov rivelano un’estetica raffinatissima e, in una certa misura, legata alla grande tradizione pittorica. Che si tratti di sculture sullo sfondo di paesaggi lacustri, di cavalieri o di chiocciole atipiche, le fotografie di “Anemia” sono dotate di una sorta di ieraticità iconica; Gligorov adotta un linguaggio aulico per tradurre la sua immaginazione visionaria in rappresentazioni di grande eleganza formale.
Le opere, tutte di grande formato, sono state pensate e realizzate appositamente per gli spazi della galleria La Corte; contemporaneamente Gligorov è presente a Villa Romana con la mostra “Atom Earth Mother”.
Pietro Gaglianò
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Belle le foto e bello l'articolo, il nostro Pietro non ci delude mai. Complimenti.
Ehilà Pietro! Come va?