alla sua prima personale in Italia ospitata a Pisa. E se i manichini inespressivi e dalle morbide movenze di Mark avevano affascinato alcuni e scandalizzato altri, tuttavia mettendo dâaccordo tutti sulla legittimitĂ di un lavoro che si appropria delle logiche del marchio e della prassi industriale in unâepoca di crisi dei valori, il fratello sembra intenzionato a non essergli da meno, almeno dal punto di vista promozionale. Portatore di uno stile eclettico che alterna una ritrattistica di matrice espressionista allâastrazione geometrica e lirica, la rivisitazione anarchica della Pop art e dellâart brut alla figurazione quasi fumettistica, fino a giungere alla riappropriazione dellâestetica delle textures e perfino del dripping, Paul si presenta con una cinquantina di opere pittoriche dalle quali emerge almeno lo spirito romantico dellâopera del fratello Mark e la tendenza a trattare spesso temi di genere classico, quali i ritratti ed i vasi di fiori.
In fondo lâoperazione che lâartista propone è abbastanza dichiarata: appropriarsi dello stile e delle tematiche di grandi maestri del â900 (Pollock, Basquiat, Schnabel, Clemente ecc.) o di correnti diffuse come il graffitismo e proporne una riedizione in chiave ironica e moderna (?), in linea con il gusto popolare della tarda postmodernitĂ ; singolare che tale riflessione non faccia altro che giocare sul fatto che tali artisti e movimenti, per molti versi anticipatori e sperimentatori nel campo delle arti visive, in fondo ottengono il giusto riconoscimento e notorietĂ planetaria solo nel nostro tempo: a questo punto perchĂŠ cercare nuove strade se la pittura di moda è sotto gli occhi di tutti? Tutti concordano sul fatto che, almeno una riproduzione di Pollock o Basquiat, la troviamo in quasi
Interessante notare che questa mostra tenta per la prima volta compiutamente di fare di internet il motore di un nuovo collezionismo. Grazie infatti alla collaborazione con il buon sito dedicato al mondo del collezionismo www.arsvalue.com (che offre servizi di buona qualitĂ anche gratuitamente), chi prenoterĂ unâopera dellâemergente artista via rete potrĂ godere di uno sconto del 10% sul prezzo dâacquisto, variabile, secondo le misure, tra i 2000 ed i 4000 âŹ. Appare scontato il commento: con i Kostabi siamo di fronte al primo esempio della storia di vera e propria imprenditoria dellâarte, per la serie se in Italia lâarte non si diffonde il mecenatismo dellâindustria per lâarte (anche in causa di una legislazione che non la favorisce affatto) tanto vale fare dellâarte unâindustria, possibilmente con una strategia che la tenga ben lontano dalla produzione artigianale di serie, e cioè garantendo lâunicitĂ dei lavori ed il marchio dellâartista.
Al giornalista non resta che adeguarsi: recensisce (per la prima volta!!) la mostra a distanza e senza visitarla e riporta soltanto i dati resi disponibili sui siti che hanno promosso lâevento: peccatucci da poco, soprattutto rispetto per il messaggio della celebre coppia.
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Una vera setta quella dei Kostabi. Spero solo ke a giorni rilascino la kostabi-card con sconti nei locali e visite guidate a Cantine Aperte! Con il Kostabi-pass l'autostrada costerĂ meno e finazieremo il Pavarotti and Friends.!!! SOB!
semplicemente per dire che le opere di paul k mi piacciono molto e quelle di mark per niente