Categorie: toscana

fino al 20.VII.2007 | Namaste | Pistoia, Spazio A

di - 13 Giugno 2007

India: 14 ottobre – 3 novembre 2005. In questo arco temporale, le amiche Sabrina Mezzaqui (1964), Claudia Cannizzaro (1974) e Luigina Tusini (1967) realizzano un viaggio alla scoperta dei territori orientali, delle tradizioni e delle culture, entrando in contatto con gli usi e i costumi della società indiana. Variegata, colorata, antichissima. Namaste, dall’indiano “mi inchino a te”, è la parola usata quando ci si incontra o ci si congeda ed è il termine/concetto che dà il titolo alla mostra, concepita dalle artiste come un diario di viaggio. In effetti la Mezzaqui ci racconta che l’idea della collettiva a SpazioA nasce ad Udaipur di fronte a bibite ghiacciate sulla terrazza dell’albergo Fatehpur Sikri, mentre intorno scoppiavano i fuochi d’artificio dell’Happy Diwali. Claudia Cannizzaro invece dedica la sua Namaste alla memoria di Bhupen Khakhar, pittore indiano recentemente scomparso che nel 2000, in occasione di una residenza per artisti tenutasi a Civitella Ranieri in Umbria, invitò lei e la Mezzaqui ad andarlo a trovare nel Gujarat, lanciando l’idea di questa gita.
Negli appunti di viaggio di Luigina Tusini leggiamo: “l’india è il fiume di metallo e carne umana ed animale che riempie le strade… è la luce affascinante all’ora del tramonto, è la musica dei tamburi e dei canti di tutti i tipi di religione, è il silenzio del deserto…è l’acqua limpida lurida sacra imbevibile, è il cane magro in cerca di cibo…”. Una descrizione così piena ed intensa da proiettarci per un attimo in quelle strade, tra quei rumori, in mezzo a quella gente.
Nella mostra pistoiese, Luigina Tusini traduce in immagini i suoi pensieri. Passeggiata (2007) cattura in una sequenza di otto fotografie montate in loop i profili neri delle donne indiane stagliati contro le luci di una spiaggia al tramonto; in Senza Titolo, Isola di Elephanta (Mumbay), (2005) con un dittico fotografico l’artista documenta la presenza di un gruppo di scheletrici cani randagi raccolti in clan sul selciato umido di una strada. Tre donne (2007) riporta 260 silhouette trasparenti di donne, realizzate sul muro con colla a caldo, mentre in Senza titolo, Kerala, (2006) due piccole foto lambda attestano il disastro ambientale in una spiaggia tempestata dagli argentei corpi di pesci morti.
Sabrina Mezzaqui presenta Pond Ripple (2007) un dvd sonoro, o meglio un mantra, distribuito sulle note di una canzone estratta dal cd Amritwani che l’artista ha udito frequentemente nei negozi, per le strade e nei locali indiani nel corso del viaggio. Le immagini che fluiscono nei 23 minuti di durata del dvd sono il risultato di una composizione dei Mandala, un noto lavoro della Mezzaqui presentato in varie occasioni su piccoli schermi luminosi al plasma. Tre grandi stampe fotografiche della Moschea Fatehpur Sikri novembre 2005, (2007) illustrano le geometrie particolari e gli intrecci delle preziose vetrate indiane, mentre l’installazione Greetings (2007) blocca in un quadro alcune foglie dipinte a mano provenienti da diversi alberi indiani considerati sacri e un piccolo quaderno minuziosamente intagliato.
Claudia Cannizzaro lavora con i colori e le stoffe indiane per realizzare il suo Corredo (2005) stampato a mano e riposto in un bauletto di cartone dipinto. Sudario (2005-2006) è una tela ritagliata sulle misure della sacra sindone, dipinta da segni stellari reiterati effettuati con una tinta sanguigna, il solito motivo lo ritroviamo anche in Senza Titolo (Halo Bhupen) (2007), un disegno circolare a matita effettuato sul soffitto del muro della galleria. Un altro lavoro interessante è Zecca (come fare i soldi con l’arte) (2005-2006) dove l’artista stampa a mano 2422 banconote su carta velina.
Una mostra nell’insieme piacevole e raffinata e allo stesso tempo una documentazione attenta e sensibile del territorio, degli ambienti e del complesso di condizioni sociali, culturali e morali indiane.

gaia pasi
mostra visitata il 31 marzo 2007


dal 31 marzo al 20 luglio 2007
Namaste – Claudia Cannizzaro, Sabrina Mezzaqui, Luigina Tusini
Spazio A, Via Modenese 165 Pistoia
www.spazioa.itinfo@spazioa.it – +39 0573903756
dal martedì al sabato dalle 15,30 alle 19,30 o su appuntamento telefonico
(possono variare, verificare sempre via telefono)


[exibart]

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Una mostra a Roma dà forma a ciò che sfugge alla comunicazione

Rituali, incomunicabilità e memoria personale, nelle stanze di Spazio Studi Arte, a Roma: il progetto Roommates torna per il quarto…

15 Maggio 2026 17:40
  • Mostre

Dalle Nuvole di Aristofane al contemporaneo: a Piacenza la mostra che reinventa un’ossessione millenaria

Il tema atavico delle nuvole è al centro della mostra collettiva di XNL Piacenza, dove venti artisti trasformano un'immagine antica…

15 Maggio 2026 17:20
  • Mostre

Raccontare la diversità come bellezza: a Venezia nasce il Palazzo delle Arti e delle Culture

Con l’apertura del Palazzo delle Arti e delle Culture (PAC) a Palazzo Erizzo Nani Mocenigo, la Fondazione Giancarlo Ligabue istituisce…

15 Maggio 2026 16:40
  • Progetti e iniziative

A Venezia, le sculture specchio di Anne de Carbuccia riflettono sulla post-verità

Negli spazi di Brun Fine Art a Venezia, Anne de Carbuccia presenta una serie di sculture specchianti che riprendono l'immaginario…

15 Maggio 2026 15:46
  • Mostre

Turning to the light: artisti internazionali in mostra a Sorrento sul tema della luce

A Villa Fiorentino di Sorrento inaugura Turning to the light, una mostra collettiva sul ruolo della luce nell’arte contemporanea, che…

15 Maggio 2026 13:30
  • Arte contemporanea

VALIE EXPORT: cinque opere estreme per cui ricorderemo la pioniera femminista

Da Genital Panic a Syntagma, cinque opere fondamentali per rileggere la ricerca radicale di VALIE EXPORT, pioniera dell’arte femminista e…

15 Maggio 2026 12:30