Un’interpretazione oggettiva di come potrebbero davvero vederci quelle macchine che ci ruotano sopra la testa a chilometri di distanza; uno sguardo che non incute timore, al contrario, un voyeur affettuoso che ci ritrae nei momenti di gioco, di relax e spensieratezza.
Italoamericana, nata a Roma il 13 settembre 1960 da padre italiano, architetto, e madre statunitense, pittrice, Robin Clerici è cresciuta in una famiglia di artisti ma per anni ha rifiutato di occuparsi d’arte sebbene si fosse già diplomata all’Accademia del costume e della Moda. Poi la passione ha preso il sopravvento e la Clerici ha preso il pennello per dar vita ad una carriera dalle tonalità leggermente futuriste.
La Clerici usa, infatti, colori vinilici che giocano sulla tela di lino, creando un effetto materico che riesce a riprodurre in modo eterogeneo sia l’asfalto di una strada sia il cielo che avvolge un individuo in caduta libera, eccezionalmente ritratto dal basso. Alta è la sua capacità tecnica nel riprodurre le figure umane, delle quali si conosce la direzione e, eventualmente, anche un po’ della loro vita.
I soggetti delle sue opere sono per lo più vedute aeree di bagnanti sulla spiaggia, di animali nei campi, pezzature di terreni, giardini con figure, strade con bambini e nature morte. Il tutto elaborato con un linguaggio di pittura- affresco, trompe-l’oeil e pittura murale, quest’ultima realizzata per importanti palazzi privati ed uffici in Italia e all’estero. L’originalità del suo linguaggio è racchiusa anche nella musica e nel canto jazz, trasformati in momenti di comunicazione senza confini come l’”Aria” che si ritrova nella tecnica pittorica dove le spiagge i prati e gli elementi, sono serene illustrazioni di chi ascolta con partecipazione silenziosa ed emotiva lo scenario del mondo. Solitudine comunicazione, aggregazione, sonno e risveglio evocano intenzioni di rapporti umani anche inesistenti. Tanto colore, tanta luce che filtra attraverso qualunque materia che sia sabbia, mare, prati, strade, aria, ombrelloni, scarpe da tennis; tutto è vita.
cristina olivieri
mostra vista il 22 febbraio 2003
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evviva robinhood