Categorie: toscana

Fino al 23.VII.2014 | Dadamaino | Tornabuoni Arte, Firenze

di - 15 Luglio 2014
Se la critica per lungo tempo l’ha considerata un epigono di Lucio Fontana, da qualche anno Dadamaino (1930-2004) è stata riscoperta (anche dal mercato) e valorizzata.
Bernard Blistène, direttore del dipartimento culturale del Centro Georges Pompidou di Parigi, nel saggio in catalogo, ammette di averla per lungo tempo sottovalutata e di essersi reso conto in ritardo che l’artista non si accontentava di seguire le orme di Lucio Fontana che in quel torno di anni – gli anni Cinquanta – aveva fatto da battistrada nell’ambito del movimento dello spazialismo.

Dadamaino si affaccia sulla ribalta artistica già alla fine degli anni Quaranta ma è nel 1958 con i Volumi che s’impone all’attenzione della critica. Si tratta di opere realizzate con dei tagli – per lo più ovoidali – sulla tela che si materializzano grazie al gioco di ombra e di luce, sono forme semplici ed elementari che individualmente coesistono senza intersecarsi tra loro.
Via via che ci si avvicina agli anni Sessanta le opere di Dadamaino risultano sempre più strutturate, il rigore formale si accentua e l’artista crea la serie dei Volumi a moduli sfasati opere nelle quali i veli perforati di plastica trasparente sono posti in modo sfalsato così da ottenere una vibrazione della luce che crea una sorta di tridimensionalità.
Il lavoro di Dadamaino è un lavoro lento, paziente dove il gesto sicuro e preciso è determinante. Nascono infatti negli anni Sessanta anche le opere della serie Oggetto ottico dinamico dove l’artista utilizza placchette di alluminio e fili di nylon e crea quadri di sicuro effetto; opere dinamiche che in qualche modo hanno a che fare con le teorie della Gestalt. Negli anni Settanta invece con i Cromorilievi Dadamaino si orienta verso l’uso di tasselli di legno di varie dimensioni colorati con tonalità diverse di uno stesso colore che, posti sulla superficie di base con scrupolosa pazienza, danno vita a giochi di colore di grande impatto; opere suggestive nelle quali il rigore di esecuzione è essenziale.
Gli anni Ottanta sono invece caratterizzati da opere su carta anche di grandissime dimensione date da piccolissimi tratti a china: solo discostandosi dalla superficie pittorica si riesce a inquadrare e a percepire l’insieme dell’opera poiché l’immagine si ricostituisce nel suo insieme solo allontanandosi da essa. Questa tipologia di lavoro caratterizza la produzione dell’artista per un lungo periodo: sono opere più o meno “forti” nel loro tratto di esecuzione ma tutte egualmente attraenti e nella loro semplicità sofisticate.
Enrica Ravenni
mostra visitata il 23 maggio
Dal 23 maggio al 23 luglio 2014
Dadamaino
Tornabuoni Arte
Lungarno Benvenuto Cellini, 3
50125 Firenze
Orari: dal lunedì al venerdì 9-13  e 15.30 -19.30, sabato 11-19

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