Categorie: toscana

Fino al 24.V.2002 | Doppia identità Doppia esposizione | Firenze, Comunità Ebraica – Galleria Immaginaria

di - 17 Maggio 2002

Domenica mattina, Sinagoga Ebraica, un mondo per molti di noi sconosciuto, se non per alcune immagini che riemergono dalla lettura del grande scrittore hiddish Abraham B.Yehoshua. Nella sala esposizioni dell’Istituto Ebraico s’inaugura la mostra del giovane artista Leone Contini Bonacossi. L’atmosfera è decisamente particolare. Nella zona di culto sta per celebrarsi un matrimonio. Pervade un senso di “appartenenza” alla Comunità che coinvolge anche noi, e forse per la prima volta capiamo.
Leone Contini cerca le sue radici che affondano nella cultura ebraica. L’artista si riappropria della sua identità atavica e trasporta sensazioni e personaggi, sfocati come ombre, sulle tele per raccontarne la storia che ormai è divenuta anche la propria. La musica Klezmer di un concerto e la lettura del testo di Angelo Piperno, soprannomi e contorni aprono all’artista il mondo del ghetto di Roma e del suo popolo, lo avvolgono e lo trasportano nelle ombre del remoto passato. Uomini, donne bambini che, come dice Jean-Michel Carasso, curatore della mostra, avevano un soprannome: identità-riflesso per i propri pari, una specie di chiave di lettura in codice per ingannare l’omonimia dilagante.. Nascono così i piccoli quadri, scorci di vita e di lavoro. Barotto, Biancone, Fratelli fabbri, Mucca pericolosa, O Pellirossa. Personaggi senza fisionomia, delineati nella matericità della pittura da silhouette ottenute togliendo strati di acrilico e tempera per lasciare affiorare lo sfondo che li unifica nell’appartenenza. I soprannomi e le situazioni identificano i protagonisti, tirandoli fuori dall’anonimato cui erano stati relegati.
Barotto tende la mano di bambino verso il barattolo, appunto “barotto”, dei biscotti appoggiato sul tavolo. Biancone in nero ed oro porta con sé l’intensa storia del “diverso”. Credeva di essere una locomotiva e percorreva le strade del ghetto come se fossero binari, per lui treno, e fischiava e soffiava identificandosi totalmente con l’altro se stesso. Intensi e significativi i gialli e i rossi di Pane e lavoro, detto così perché aveva partecipato ai moti sociali del 1898 per i quali fu arrestato. La serie di dipinti a “tema” comprende anche grandi tele che si ispirano a episodi biblici: Esodo, Passaggio del mar Rosso e al folklore klezmer: Klezmer I, II, III.
L’altra identità di Leone Contini Bonacossi si esprime in una serie libera di piccoli totem esposti alla galleria Immaginaria. Tavolette di legno dipinte a tecnica mista, colorate e deliziose. Anche qui personaggi, questa volta senza particolari storie, non identificati né identificabili, delicati, godibili che esprimono spontaneità e freschezza.
Caratteristiche connaturate e sostanziali nel lavoro del giovane artista.

link correlati
leonecontinib.firenze.net
http://www.stradeblu.archiworld.it/

Daniela Cresti


Dal 12.V al 24.V.2002
Comunità Ebraica, via Farini n.4 Firenze
Tel: 055-245252
Dalla domenica al venerdì dalle 10 alle 17
Ingresso libero

Galleria Immaginaria via Guelfa 22/a. rosso Firenze
Tel: 055-2654093
Apertura: giorni e orario feriale
Ingresso libero


[exibart]>

Articoli recenti

  • Mostre

Jenny Saville a Ca’ Pesaro: la carne, il mito e la lezione veneziana

Carne e colore: Jenny Saville arriva a Venezia con una grande personale a cura di Elisabetta Barisoni e visitabile fino…

6 Aprile 2026 0:02
  • Arte contemporanea

La rivolta illustrata di Nanni Balestrini

A sette anni dalla scomparsa, la galleria Frittelli Arte Contemporanea di Firenze restituisce la lucidità sovversiva di un artista capace…

5 Aprile 2026 18:06
  • Arte contemporanea

Il corpo insiste: Roberto de Pinto porta la sua pittura ostinata da Galleria Minini a Milano

Roberto de Pinto presenta la sua prima personale alla Galleria Francesca Minini, dal titolo Ostinato: tra pittura e collage, il…

5 Aprile 2026 17:00
  • Mostre

Oltre la fotografia: al Museion di Bolzano gli ambienti di Franco Vaccari raccontano la storia di un artista visionario

A Bolzano, Feedback rilegge il lavoro di Franco Vaccari e le sue intuizioni visionarie sull’opera d’arte come spazio di scambio…

5 Aprile 2026 16:30
  • Arte contemporanea

Chi sono i nuovi protagonisti della Biennale? Sette padiglioni debuttano a Venezia

Dalle lacche del Vietnam alle radici post-coloniali della Sierra Leone: la Biennale di Venezia accoglie sette debutti assoluti che ridisegnano…

5 Aprile 2026 12:54
  • Fotografia

Other Identity #199, altre forme di identità culturali e pubbliche: Ana Priscila Rodriguez

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

5 Aprile 2026 10:30