Categorie: toscana

Fino al 25.II.2018 | Legati da una cintola. L’Assunta di Bernardo Daddi e l’identità di una città. | Museo di Palazzo Pretorio, Prato |

di - 20 Dicembre 2017
Era il 1141 quando, dopo varie peripezie, la Sacra Cintola della Vergine Maria raggiunse Prato. Uno straordinario oggetto per un piccolo borgo. Da allora la storia della città sarebbe cambiata per sempre. Prato avrebbe infatti acquistato un prestigio che le era sconosciuto prima e che si sarebbe protratto fino agli apici quattrocenteschi della cosiddetta Officina pratese, quando alcuni tra i più noti artisti fiorentini (Donatello e Michelozzo, Filippo Lippi e Paolo Uccello) furono chiamati ad operare per il Duomo.
“Legati da una cintola. L’Assunta di Bernardo Daddi e l’identità di una città” è dunque una mostra che tenta di restituire alla comunità pratese il proprio autorevole passato artistico. Sette sezioni disposte su due piani, in un percorso che prosegue idealmente con la collezione permanente del Museo di Palazzo Pretorio.
La mostra si apre con due opere eccellenti. Una è la prima rappresentazione artistica conosciuta della Sacra Cintola, risalente al 1160: una lunetta marmorea che ornava il portale della chiesa di Calbestany, nel sud della Francia. L’autore è chiamato appunto Maestro di Calbestany, ed è lo stesso che proprio a Prato scolpì gli splendidi capitelli in serpentino verde del chiostro del Duomo. L’altra è l’opera che dà il titolo alla mostra, l’Assunta di Bernardo Daddi, conservata oggi al Metropolitan Museum of Art di New York. La tavola è la parte sommitale di un’originaria pala smembrata in più musei – e mutila della sua parte centrale –, che doveva ornare la Cappella della Cintola della cattedrale pratese. Grazie ad un’attenta ricostruzione grafica, essa viene qui presentata nella sua probabile versione integra. Di particolare fascino è la doppia predella della pala, con Storie di Santo Stefano e della Cintola, in cui Bernardo Daddi sfoggia tutto il suo talento narrativo, con vivaci scenette dal ritmo calcolatissimo.

Santi di Tito, Madonna assunta che dona la Cintola a San Tommaso, 1600, olio su tavola, Collezione Banca Popolare di Vicenza

L’esposizione prosegue con le più note raffigurazioni dell’Assunzione di Maria e della Donazione della Cintola a San Tommaso, dal Trecento fino alle più moderne rappresentazioni: l’intera esposizione è concepita in effetti come un lungo excursus iconografico su questo tema. Pale d’altare, sculture ad altorilievo e miniature si succedono una dopo l’altra. Niccolò di Pietro Gerini, Neri di Bicci, il Vecchietta, Filippo Lippi, lo Stradano, Santi di Tito: tutti loro e molti altri si sono cimentati nel raffigurare questo sacro episodio mariano. Merito dell’esposizione è riunirli al fine di evidenziarne analogie e differenze.
Si riconoscono dunque a questa esposizione un rigoroso profilo scientifico ed un alto valore educativo. Proporre ripetutamente un unico motivo iconografico è senza dubbio una scelta curatoriale coraggiosa, che permette al visitatore di sviluppare capacità di lettura e interpretazione delle opere d’arte ben più complesse del semplice godimento estetico. Una mostra difficile, che richiede un impegno insolito, ma che tuttavia raggiunge lo scopo che i curatori Andrea De Marchi e Cristina Gnoni Mavarelli si erano prefissati: far scaturire emozioni dalla conoscenza.
Stefano Farinelli
mostra visitata il 25 settembre
Dall’8 settembre 2017 al 25 febbraio 2018
Legati da una cintola. L’Assunta di Bernardo Daddi e l’identità di una città.
a cura di Andrea De Marchi e Cristina Gnoni Mavarelli
Museo di Palazzo Pretorio
Piazza del Comune, 2 – 59100 Prato
Orario: tutti i giorni (escluso il martedi), 10.30-18-30
Info e tel: +39 0574 19349961, museo.palazzopretorio@comune.prato.it, www.palazzopretorio.prato.it

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