Erano gli anni in cui la moda italiana si sganciava dai provincialismi che l’avevano caratterizzata e posta sempre in secondo piano rispetto alla capitale dell’alta sartoria: Parigi. In quegli anni si consolidavano le grandi firme dei decenni precedenti mentre ne nascevano di nuove. In quegli anni le modelle uscivano dagli atelier e cominciavano a farsi fotografare nei giardini, presso i monumenti, nei musei.
Pasquale de Antonis, a cavallo della metà del secolo, immortala questo scatto di qualità disponendo le
Le modelle sono Donna Marella Caracciolo Agnelli, algida e raffinatissima, o Irene Brin, una tra le più brillanti protagoniste del jet set culturale capitolino di quegli anni. Gli sfondi, invece, sono quelli degli antichi monumenti romani o dei musei, come la Galleria Borghese, dove l’eterno profilo canoviano di Paolina s’adorna d’un collo di pelliccia.
In tutti gli scatti, De Antonis gioca con i rimandi tra modelle e contesto focalizzando, di volta in volta, l’attenzione su quei dettagli che rendono vivido il marmo o statuarie le modelle.
Un altro settore della piccola esposizione è dedicato alle fotografie colorate. Su queste stampe a metà tra le nature morte di Morandi e la Pop-Art ancora là da venire, De Antonis sperimentava le tecniche della coloratura.
Questa mostra rappresenta un primo passo verso la rivalutazione di un artista che, oltre a praticare inesausto le vie della sperimentazione, ha contribuito a trasmettere il gusto e l’atmosfera di una grande stagione italiana.
pietro gaglianò
mostra vista il 27.XI. 2002
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