Categorie: toscana

Fino al 30.IX.2001 | L’uomo in croce. Risposte a Donatello all’alba del terzo Millennio | Lucigliano San Piero a Sieve, Convento di San Bonaventura

di - 7 Agosto 2001

Nell’antico Convento di San Bonaventura al Bosco ai Frati è conservato il Crocifisso in legno di pero che Alessandro Parronchi scoprì nell’ottobre del 1953 e attribuì in anni successivi a Donatello. L’edificio francescano, ristrutturato da Michelozzo a partire dal 1427 su committenza medicea, è situato nella zona del Mugello, una campagna più aspra rispetto ai rilievi armoniosi del Chianti. Adriano Bimbi, insegnante presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, ha trascorso, insieme ad alcuni suoi studenti, un periodo all’interno della struttura conventuale, a stretto contatto con l’opera donatelliana e la bellezza dei luoghi. I giovani artisti – Oscar Arena, Andrea Cammarano, Roberto Dragoni, Sandro Palmieri – e il più anziano professore hanno riscoperto il privilegio del rapporto diretto con il soggetto: Arena, ad esempio, dipinge l’antico forno del convento, quindi un lavandino, un portone e un’acquasantiera; i colori dei dipinti sono ottenuti artigianalmente dagli artisti stessi, mediante un collante mescolato a pigmenti macinati. Le opere sono quasi tutte esposte nel chiostro chiuso. I lavori di Bimbi e Dragoni sono riferiti direttamente al capolavoro di Donatello; entrambi, infatti, realizzano una scultura avente per oggetto il Redentore crocifisso: le due opere sono eseguite in cera; mediante l’utilizzo di questo materiale s’intende porre l’accento sulla fragilità del corpo ferito dal martirio e, più generalmente, sulla preziosità dell’arte povera. Dragoni aggiunge alla cera materiali di scarto, raccolti per strada: in questo modo il suo Gesù è un emarginato ancora condannato a morte nella nostra epoca. Le belle fotografie digitali di Andrea Pistolesi rivelano i dettagli dell’opera donatelliana. Palmieri dipinge con tratto sicuro gli interni della chiesa; Cammarano ritrae a sua volta, mediante tecnica mista, il corpo del Salvatore sulla croce. In una stanza di piccole dimensioni è conservata la scultura di Donatello. Un ragazzo senza qualità particolari è appena spirato sulla croce: una persona qualunque, simile ai poveri che Francesco riuniva attorno a sé fuori le mura di Assisi. Le ferite del corpo manifestano quelle dell’anima; in questo senso, credo, è possibile interpretare la modernità di Donatello: l’esperienza umana si conclude sempre con la percezione di un dolore che è possibile solo subire. La sofferenza del Cristo è dunque la stessa che possiamo intravedere, in ogni momento, nello sguardo a volte impotente, a volte passivo, del nostro prossimo: nel corpo malato, umiliato, nudo, esposto impietosamente al nostro sguardo e che spesso imprigiona l’anima di un cigno.



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Date:dal 14 luglio al 30 settembre 2001
Convento di San Bonaventura al Bosco ai Frati
Località Lucigliano, numero 1 – San Piero a Sieve (Firenze)
Telefono: 055-8347092 340-6449758 338-4426995
Indirizzo e-mail: luomoincroce@libero.it
Servizi: Toilette SI
Orario: Tutti i sabati e le domeniche, ore 10 – 13 e 16 – 19. E’ comunque possibile visitare la mostra nei giorni lavorativi telefonando oppure inviando una e-mail
Biglietto: Lire 5.000, ridotto Lire 3.000
Catalogo: disponibile (Lire 18.000); con un saggio di Alessandro Parronchi
Come arrivare alla mostra: per chi viene da Firenze lungo la Statale 65 (Via Bolognese) superare l’abitato San Piero a Sieve in direzione di Scarperia e, dopo circa 100 metri dal semaforo, girare a sinistra seguendo poi le indicazioni per il Convento del Bosco ai Frati. Per chi viene dall’Autostrada A1: uscita Barberino di Mugello; superare il paese di Barberino, girare verso Gagliano Mugello e proseguire fino ad arrivare al Convento.



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