Sembra arrivare direttamente dal cielo su questo cucuzzolo verde di Poggio Valicaia l’enorme stella di Gilberto Zorio (Andorno Micca, Biella 1944). Solitaria e maestosa si erge a spartiacque tra la valle dell’Arno e la piana industrializzata di Scandicci. È in questo stridente contrasto che si inserisce il progetto Arte all’Arte- Rinascimento Nascimento dell’amministrazione comunale di Scandicci, con l’obiettivo di trasformare le aree industriali in laboratori-modello di sviluppo sostenibile e compatibile con l’ambiente.
La grande Fontana arbitraria diviene monito e indica la strada per questa trasformazione. Zorio, artista da sempre sensibile a tali tematiche, ha creato un’opera di grande suggestione, che riversa nel luogo la magia dello spazio siderale e la sacralità dell’acqua. Ispirata al tema “Arte, natura ed energia”, la scultura coniuga i tre assiomi in una sintesi concettuale ed estetica efficacissima.
Sorretta da tre montanti metallici di circa sei metri, la stella svetta fra gli alberi, catturando l’acqua e l’umidità notturna che si raccoglie in due contenitori sottostanti. Al raggiungimento del livello stabilito entra in azione un sifone automatico che fa sgorgare due spruzzi imprevedibili. L’uno autoritario e continuo, l’altro lieve ed interrotto da un grande vassoio dove l’acqua batte, rimbalza e trabocca. La scelta dell’atto creativo in un luogo pubblico risponde al necessario bisogno artistico di esorcizzare la morte, lasciando un’impronta nella memoria collettiva. La fontana richiama la religiosità dell’incontro fra uomo e natura, segno del divino come p
All’interno della casa di sosta, perfettamente restaurata, altre opere del maestro ed un video che illustra il lavoro di installazione e messa in opera dalla fontana. Ancora stelle, a calco su bandiere di piombo, contrasto fra immagine leggera e metallo pesante o su carta, leggerezza su leggerezza. Ed al piano superiore la Canoa su piramide n.1. Una canoa incatramata è sollevata in aria su una struttura piramidale di tubi metallici. Completamente decontestualizzata, rivive artisticamente nell’elemento aria che non le appartiene. E mentre in origine veniva portata dall’acqua, ora è lei portatrice di un’ampolla contenente soluzione di solfato di rame dal colore magnetico. Si compendiano in quest’opera le tematiche artistiche di Zorio: fenomeni chimici di trasformazione, alchimia -con quel carattere magico che le è proprio-, energia di luce. Insieme al suono, che sibilante riempie lo spazio creando una sensazione di allarme.
daniela cresti
mostra visitata il 23 giugno 2006
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