Categorie: toscana

Fino al 31.V.2002 | Yael Braverman – Carlo Sain | Firenze, FYR

di - 29 Maggio 2002

Yael Braverman parte dall’incisione utilizzando la tecnica in modo consapevole e raffinato; da questa base elabora un proprio codice espressivo con l’adozione di contaminazioni che vedono sovrapporsi a paesaggi urbani figure umane, ora antiche ora futuribili. Un’unica città, Parigi, è lo sfondo per tre differenti temi che danno il titolo alle serie di opere esposte in mostra.
In Paris enigme una folla di volti popola le strade: sono passanti indifferenti, appena consapevoli della propria esistenza; nella stessa atmosfera caliginosa, al di sopra della città, coppie di amanti eterei danzano sui tetti di Parigi.
In Eternels Passagers lo sguardo si rivolge verso paesaggi meno consueti: periferie industriali, ciminiere fumanti e binari ferroviari. In primo piano, personaggi virtuali si muovono alla ricerca di un’ipotesi di vivibilità: i corpi “ideali” sembrano guidati da un istinto atavico; una animalità vergine li spinge a guardare oltre le brume dello squallore periferico, inseguendo la soddisfazione di un bisogno di naturalezza.
Chemins d’antan vede altre figure delinearsi contro i medesimi fondali: sono fotografie dell’album di famiglia dell’artista, volti d’altri tempi che nulla sembrano sapere di quanto li circonda. Adulti e bambini, tutti rigorosamente in bianco e nero, sostano muti in una propria dimensione, privi di qualsiasi relazione con lo spazio ritratto intorno a loro.
Carlo Sain rifiuta le regole classiche della composizione pittorica e utilizza come unici strumenti carta stampata e diluenti chimici. Pagine di riviste patinate, raffiguranti per lo più indossatrici o accessori di moda, costituiscono il supporto delle sue opere. Il suo pennello, intinto nella trielina, trasfigura le icone del benessere, sfrutta i colori e stravolge le immagini. A metà strada tra il Nouveau Realisme e la Poesia visiva, Sain indaga dall’interno il linguaggio per immagini caratteristico del mondo della pubblicità.
Il fine ultimo di quest’operazione non si dichiara in modo esplicito e oscilla tra esiti differenti. Le immagini, scaturite da altre immagini, suggeriscono una riflessione sulla mutevolezza di quanto ci circonda, “una metafora del tempo”, un ironico “memento mori”, rivolto alla fredda bellezza delle top model.

Pietro Gaglianò


Dal 16 al 31.V.2002
Yael Braverman – Carlo Sain
Firenze, FYR
Borgo degli Albizi 23.
Mar_dom 16.00/19.30; lunedì chiuso
Ingresso libero
Tel. 055 2343351, e-mail: foyer@katamail.com
Web: www.fyr.exibart.com


[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

In una mostra a Bologna, la pittura trasforma il tessuto in alfabeto visivo

Fino al 15 febbraio 2026, eXtraBO a Bologna ospita “Corpo Tessuto 01” di Simone Miccichè: un progetto in cui la…

10 Febbraio 2026 0:02
  • Mostre

Non solo de Chirico. A Milano la grande mostra diffusa sulla Metafisica e la sua eredità nel presente

Parte da Palazzo Reale la grande mostra Metafisica/Metafisiche diffusa su quattro sedi istituzionali di Milano. E indaga a fondo una…

9 Febbraio 2026 18:52
  • Teatro

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 9 al 15 febbraio

Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 9 al 15 febbraio, in scena nei teatri…

9 Febbraio 2026 18:30
  • Arte contemporanea

Per Francesco Gennari, l’arte è tutto ciò che rimane dell’assenza

Al Laboratorio degli Angeli di Bologna, un progetto espositivo presenta una serie di opere che ci fanno entrare nelle profondità…

9 Febbraio 2026 16:39
  • Mostre

Pennacchio Argentato, come le immagini diventano dispositivi di conflitto

Le opere del duo Pennacchio Argentato mettono in tensione il rapporto tra messaggio e medium: la mostra diffusa negli spazi…

9 Febbraio 2026 15:30
  • Mostre

Nelle opere di Chiara Ventura l’amore è un gesto politico: la mostra a Prato

Negli spazi di Villa Rospigliosi di Prato, la nuova mostra di Chiara Ventura indaga relazioni, limiti e responsabilità affettive, attraverso…

9 Febbraio 2026 12:30