Abiti, borse, scarpe, cappelli, ma anche lampade, oggetti per la casa e per l’ufficio dagli anni Trenta agli Ottanta: numerosi pezzi unici e tutti interessantissimi, da osservare, da contemplare, ma soprattutto da comprare. Dopo l’edizione che aveva incuriosito il pubblico fiorentino nel mese di febbraio, alla Stazione Leopolda è stato proposto l’ennesimo appuntamento con i pezzi storici e da collezionismo di arredamento di design e con l’originale stile trendy nel campo della moda e dell’abbigliamento. Vintage Selection (che si è conclusa il 5 luglio) – si presentava
Gli abiti, le borse e gli altri accessori di abbigliamento sono stati collocati nello Spazio Alcatraz, invaso nella parte centrale da una installazione di Sergio Perriero: enormi paracaduti americani, stampati al tempo della guerra in Corea, sono stati trasformati in giacigli per potervi accogliere dei canotti militari in gomma che avranno così la funzione di divani. Gli oggetti che vi sono intorno, curiosissimi e dalle forme accattivanti per la loro ricercata stravaganza, creano un ambiente suggestivo. Un viaggio che si snoda nel suo percorso variopinto: è uno spostarsi tra coloratissimi abiti e gonne, passando da occhiali dalle forme più strane e dalle tipiche scarpe “della nonna” alle particolarità più impensate, per poi tornare a forme più sobrie ed eleganti, come ai grandi tavoli in mogano, austeri e mastodontici e alle lampade in bianco, in tono monocromatico.
Il vintage rivela quindi di essere un fenomeno culturale in fermento e in netta crescita: il successo che sta riscotendo si stacca dalla consueta immagine che si ha dell’ “usato”,
La Leopolda ha voluto però dare un aspetto nuovo anche al Piazzale Gae Aulenti davanti all’ingresso. Questa è stata per Batman Zavarese (nelle immagini) l’occasione ideale per esporre le sue grandissime “carte d’identità”. Sono addirittura cento i ritratti che l’artista brasiliano ha realizzato: i suoi Retratos do Brazil.
Zavarese fornisce una interpretazione pungente e ironica del suo pensare razze diverse. Mescolando tra loro elementi di culture e tradizioni different, riesce a ottenere un mix di fattezze e caratteristiche fisionomiche intrigante. La carta d’identità del suo Paese sarà completa solo perché costituita dai ritratti dei suoi connazionali brasiliani, tra i quali compare anche il neo-presidente Lula. I giganteschi volti attirano l’attenzione dello spettatore lasciandolo quasi colpito non solo per le dimensioni ma soprattutto per la forza ieratica della loro immagine, così statica e possente e pur così stimolante e densa del messaggio del quale si fa portatrice.
marta casati
visitata il 2 luglio 2003
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