Torna Luca Brandi con lo Sguardo ritrovato alla galleria La Corte Arte Contemporanea. Torna nella piena maturità artistica ed esprime nei suoi ultimi lavori la consapevolezza del linguaggio usato nonché l’intensificazione di quel fattore spiritualistico che la scelta dell’astrazione comporta di fronte alla perdita della natura e alla scomparsa del dato oggettivo…, come scrive Giuliano Serafini nel testo di presentazione alla mostra.
Lo sguardo non solo è ritrovato ma sembra raffinarsi nella percezione dello spazio e del colore. Un ricercato rigore amministra le opere dove armonia e razionalità hanno superato il contrasto esistente tra cromatismo e delimitazioni perimetrali delle campiture. Nei quadri precedenti spesse linee nere contornavano gli spazi, impedivano l’espandersi del colore, lo ingabbiavano. In
In Itoman, opera del 2001 dalla quale mutuava il titolo la precedente mostra, graffiature sul monocromo nero facevano intravedere barlumi di luce. Adesso la luce soppianta le tenebre, le tensioni nascoste si affacciano alla coscienza e si materializzano nelle pennellate dorate di Tetragonos 3 e nei pigmenti metallici mescolati ad acrilici che danno corpo e materialità alle opere. Anche la scelta della forma quadrata prevale sulle altre a differenza dei periodi precedenti e le tonalità già esplosive trovano soluzioni di luce soffusa e modulazioni più intime. Scomparsi i freddi bianchi e le sporcature intenzionali, il tutto in un significativo percorso di chiarificazione d’intenti e di ampio respiro artistico.
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