Sandra Virlinzi (Catania, 1973) espone da Tossi una ventina di tele di piccolo e grande formato in cui la freddezza quasi digitalizzata dei colori si associa alla satira ironica sull’umanità. Il soggetto scelto in questa serie è quasi esclusivamente la donna, la sua apparenza ed il rapporto con l’altro sesso, che sicuramente non la vede vincente…
Tramite un linguaggio simbolico e allusivo, i corpi sono rappresentati cadenti, invecchiati prematuramente, recano tracce di molte -forse troppe- esperienze vissute. Altre volte sono associati a cesti di frutta, come in Play Girl 70, pronti per essere “divorati” e gettati via. I visi, in particolare, denotano un’insicurezza, una malinconia data dall’appassire della bellezza e dalla consapevolezza di non essere più uno di quei frutti appetitosi.
Le donne della Virlinzi sono sempre rappresentate da sole, in una foresta, come in Jungle Fear Tarzàna -forse l’unica immagine che in qualche modo può riscattare le giovani ad un ruolo di “guerriere” nella società- o al bordo di una piscina, oppure in un vuoto colorato. Quando sono accompagnate, l’uomo non le degna neppure di uno sguardo, o le maltratta (Tormenti).
La pittrice alleggerisce questo triste quadro psicologico, con lo stile fumettistico e del cartone animato, molto simile ai personaggi usciti dalla fantasia di Hanna & Barbera. I lavori finali sono piacevoli da un punto di vista cromatico, dipinti in maniera impeccabile, quasi patinata; in questo modo l’artista trasfigura la propria visione, che coincide spesso con una realtà mediatica e umana degradante.
Una serie di quadri di piccolo formato rappresenta alcune caricature di personaggi ricorrenti in mostra: donne, uomini e mostri, definiti da Massimo Giacon gli uomini sciolti, perché fluttuano in una sorta di dimensione parallela. Questi esseri sono il simbolo di una promiscuità sessuale, politica e di ruoli tipica dei nostri tempi. L’artista confessa di essere sola da mattina a sera, e la musica è l’unica compagna che spesso la ispira; i motti di alcuni fumetti sono estratti di brani dei Beatles e degli Whipe Stripe. La stessa atmosfera ricorre nel video (in mostra) Ultra Toon.
Donna vittima di una società avida di corpi, o colpevole di giocare troppo sulla propria apparenza? Stendiamo sopra un velo di colore!
veronica caciolli
mostra visitata il 2 aprile 2004
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