Questa seconda edizione, a cura di Marco Scotini, si annuncia ricca di eventi, mostre, workshop e conferenze che coinvolgeranno Firenze, Livorno, Monsummano Terme, Prato e Siena. Il sottotitolo Città della gente evidenzia l’intento di valorizzare spazi pubblici creando punti di interessante connessione fra arte e processi urbanistici. Ridisegnare la geografia urbana facendo emergere il disagio e la dialettica della città cancellata, questo il senso del dibattito inaugurale.
Una controgeografia come visibilità dell’energia soggiacente la città dominante. Nella sala espositiva S. Verdiana (S.E.S.V) sono esposte tavole e risultati della ricerca condotta dal gruppo del Prof. Giancarlo Paba del Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione del territorio dell’Università di Firenze e dello studio compiuto dal Dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano.
Non luccichii di vetrine, ma spazi verdi riconquistati, aree degradate riportate a vita, nuove politiche riorganizzative di quartieri, a Milano. A Firenze non la città consolidata, organizzata da dinamiche globali per il massiccio mercato del turismo, ma l’Insurgent city, città antagonista che si riappropria e si riconosce nei Racconti e geografia di un’altra Firenze o nei Quartieri occupati di via Aldini, in Gente dell’isolotto.
E l’arte che passa per lo spazio terzo in cui non si rivendica l’originalità nazionale, ma si entra in una dimensione mimetica che richiama pratiche artistiche di adattamento e d’immaginazione come unica fonte analitica possibile su un territorio di comunità mobili. 50 giovani artisti sono stati selezionati per lavorare nei cinque workshop diretti da eminenti nomi dell’arte internazionale. Veri e propri laboratori i cui progetti
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