Per spiegare l’essenza, la tensione quasi drammatica nel suo integralismo tematico avvantaggiato dalla selezione delle opere nella larghezza del periodo prescelto (sessanta anni di storia della pittura toscana a partire dall’inizio del XX secolo) bisogna partire dalle parole scritte nella parte finale della prefazione al catalogo.
Discutibilità delle tesi enunciate a parte (non mi pare questa un’epoca priva di critica nella varietà assai maggiori che la critica può assumere, anche nella negazione stessa della pratica critica) rimane la validità di un impianto che analizza con puntiglio ed esaustiva sottolineatura «l’immagine della società» nell’arte toscana, come recita il titolo.
La società cui qui si allude è più propriamente la società delle classi lavoratrici, degli strati più umili. Una parte della società dunque. Una parte comunque fondamentale nella riflessione stessa che si è esercitata su di essa durante questo secolo, essenzialmente diviso in merito alle strategie (socialismo o capitalismo) da adottare per affrancarla dalla condizione di indigenza che ne dominava le condizioni di vita all’alba del nuovo secolo.
Questa mostra è fatta di volti, fogge, interni, espressioni. Di materia pittorica piana o densa. di compiaciuta povertà o di drammatica denuncia. di astrattismi democratici e di realismi aulici (il che, nella divisione classica adottata dalla critica appare quasi un ossimoro).
Da Molteni a Soffici, da Melani a Venturi, da Berti a Lotti, e poi Calicani, Fraschetti, Ceccherini, Rosai.
Artisti di fama accanto ad altri semi sconosciuti. L’immagine di un secolo eccezionalmente denso e contrastato, filtrata attraverso la sensibilità e l’interpretazione di artisti cresciuti, vissuti o maturati in Toscana; terra dove i densi contrasti del secolo hanno avuto massima espressione nella vita politica e sociale oltre che culturale.
L’artista è a suo modo sempre espressione di una congerie. di un clima. anche nella negazione e nel contrasto. In questa mostra la società Toscana diviene sfondo, soggetto, oggetto della produzione artistica acquisendo forma e spessore significativo nel significante della tecnica artistica.
Domenico Guarino
[exibart]
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