A Firenze la passione per l’autoritratto ha una lunga storia: basta pensare alla collezione iniziata dal cardinale Leopoldo de’ Medici –e continuata dai suoi successori- dedicata proprio a questo genere. Così la mostra Moi! –che arriva dal museo di Luxembourg di Parigi- con 149 self portraits di artisti vissuti nel XX secolo, trova una collocazione ottimale all’interno della galleria medicea, come una sorta di sequel assolutamente contemporaneo.
Il curatore, Pascal Bonafoux, fin dall’esposizione parigina, ha concepito la mostra senza la pretesa né l’ambizione di dire che cos’è l’autoritratto, così il percorso si sno
Nel piazzale degli Uffizi campeggia l’autoritratto di Keith Haring, una grande silhouette in alluminio verde che sembra
Fra le opere anche il volto dello zio Sam: forse non tutti sanno che è un autoritratto di James Montgomery Flagg. E c’è chi pare ossessionato dai cambiamenti prodotti dal trascorrere degli anni e allora fa dell’autoritratto un forma personalissima di esorcismo, memore, magari, del decadente Dorian Gray. Fa così Esther Ferres, che fotografa il proprio volto a distanza di otto anni e poi giustappone le due metà, facendole combaciare, specchio del tempo e della propria storia.
stefania zanieri
mostra vista il 21 settembre 2004
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