“Itinerari d’autunno nei musei senesi”. Si nasconde forse in questo immaginifico e suadente sottotitolo il senso ultimo di questa prima uscita della Fondazione Musei Senesi, annunciata con grande battage ed ora visitabile nel capoluogo ed in altri dieci musei della provincia. Immagine stereotipata, un po’ ruffiana se vogliamo, che sa di grand tour, di stradine collinari, di torri, castelli e di Brunello. E che evidenzia come l’iniziativa sia sì un’occasione per conoscere opere d’arte in qualche caso straordinarie, o per valutare sul campo l’impeccabile operato della fondazione, ma che in ultima analisi non nasconda qualche ammiccamento a più pragmatici fini turistici, che del resto ben si accordano ad una manifestazione “dislocata”. Lo stesso presidente dell’ente, Tommaso Detti, nel suo intervento in catalogo parla di un itinerario che si snoda “attraverso un territorio di eccezionale pregio paesaggistico, collegando tra loro centri urbani carichi di storia…”. Sfugge tuttavia il criterio, culturale o tematico che si voglia, che dovrebbe coordinare le diverse tappe.
La mostra, curata da Luciano Bellosi, Gabriele Fattorini e
Non si potrebbe che cominciare da Asciano, dove il Museo civico archeologico di Palazzo Corboli presenta la Natività della Vergine, eccezionale polittico del Maestro dell’Osservanza, un particolare del quale, peraltro, è stato scelto come immagine-simbolo di tutto l’evento. Proveniente dalla chiesa ascianese di Sant’Agata, la pala, definitivamente datata in questa occasione al 1437-39, evidenzia stupefacenti soluzioni spaziali ed un’elaboratissima dinamica psicologica dei personaggi.
Spostandosi a Colle Val d’Elsa, il Museo archeologico espone una interessante urna in tufo proveniente dalla locale tomba gentilizia dei Calisna Sepus, ma normalmente conservata al Museo Guarnacci di Volterra; il reperto etrusco, eccezionale in quanto riferito ad un bambino, presenta proprio nella figura adagiata sul coperchio tratti di stupefacente modernità. Il trasferimento a Pienza segna il ritorno ad un dipinto, con il riassemblaggio, supervisionato da Michel Laclotte, già direttore del Grand Louvre, che fra l’altro firma la scheda in catalogo, del Polittico di Monticchiello, opera giovanile di Pietro Lorenzetti; al Museo Diocesano sono infatti giunti, per questa occasione, la Sant’Agata dal museo di Le Mans, e tre pannelli con altri santi, normalmente al museo della Fondazione Horne di Firenze. Se altre tappe (Cetona, Sarteano, San Giovanni
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massimo mattioli
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Interessante articolo che ci porta a visitare luoghi che ci parlano della nostra arte in terra di Siena, in varie sedi della provincia di Siena.
Conoscere i nostri tesori, i capolavori che l'arte Toscana ci dona è orgoglioso artistico valore per chi è Toscano ma anche per tutti gli italiani.
Amo l'arte perchè colma la mente e lo spirito di sensazioni che partono dal nostro Io, dalla nostra mente , dal nostro cuore, eleva lo spirito ed è universale.