Nel primo decennio del ‘900 nasce la cartellonistica italiana, una vera e propria arte destinata a passare in secondo piano con l’avvento dei nuovi mezzi di comunicazione come la radio e la televisione.
Il massimo rappresentate dell’arte dell’affissione è il triestino Marcello Dudovich (1878-1962): attraverso i suoi cartelloni è possibile ripercorrere le tappe di questo tipo di produzione, ma anche di rivivere i momenti salienti della cultura italiana del XX secolo.
La produzione artistica di Dudovich, ben documentata nella mostra aretina, è suddivisibile in quattro momenti distinti a partire dalla
Dudovich con i manifesti racconta il suo mondo a partire dall’atteggiamento disincantato tipico delle classi alte della Belle Époque, fino ai cambiamenti avvenuti a seguito dei due conflitti mondiali e alle ideologie del partito nazionale fascista, per cui nel 1924 realizza tre manifesti di propoganda.
La sua attività presso l’editore Ricordi è ricordata da alcuni dei 20 manifesti che il triestino ideò per i magazzini napoletani Mele, cartelloni caratterizzati da donne elegantemente avvolte in abiti vaporosi disegnate con un segno fresco e con linee morbide.
L’immagine della donna cambia notevolmente nei manifesti realizzati per La Rinascente, ditta con cui iniziò a collaborare dai primi anni ’20 fino al 1956. Le donne ritratte da Dudovich ora hanno capelli corti e sono quasi sempre rappresentate in movimento, quasi a mostrare la loro dinamicità. Le figure femminili non perdono mai la loro solarità e la loro disinvoltura ma, al tempo
Dudovich oltre a rappresentare il mondo in cui vive spesso introduce delle novità nel messaggio pubblicitario, elementi che caratterizzeranno il mondo della comunicazione grazie anche all’efficacia dei suoi manifesti, non era un caso se i prodotti reclamizzati con un suo cartellone quasi sempre ottenevano successi commerciali.
Visitando la mostra di Arezzo, ideata dal Massimo & Sonia Cirulli Archive di New York, curata da Maurizio Scudiero e da Giampiero Mughini, si compie un viaggio nella storia italiana della prima metà del XX secolo. Peccato che le opere esposte siano totalmente prive di didascalie con data, tecnica e provenienza dei manifesti esposti, cartelloni che nel catalogo risultano tutti corredati da esaustive indicazioni. La mostra si sposterà in America, Francia, Giappone e Australia.
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Marcello Dudovich
margherita melani
mostra visitata il 4.I.2003
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