Categorie: toscana

fino all’8.II.2009 | Workwear | Firenze, Stazione Leopolda

di - 28 Gennaio 2009
Tre lunghe sequenze di pancali per la movimentazione delle merci: questa la passerella su cui sfilano completi da lavoro, dispositivi di protezione e creazioni d’alta moda. Sessanta schermi proiettano, senza soluzione di continuità, immagini fotografiche e filmati che documentano, nei tempi e nei luoghi più diversi, un’umanità da sempre al lavoro.
Inaspettate, tra i fotogrammi del materiale iconografico selezionato per l’occasione dagli archivi Corbis, s’inseriscono sequenze di sfilate di moda. Perché, fin dagli inizi del Novecento, l’estetica della moda non ha mai smesso di guardare con interesse alle innovazioni operate nel campo dei materiali e dei modelli nel settore dell’abbigliamento da lavoro. Nonostante quest’ultimo, proprio in virtù delle sue qualità di durevolezza e mera funzionalità, sembri rappresentare la negazione stessa del fashion system.
In realtà, il valore funzionale dell’indumento da lavoro non si esaurisce nelle sue dichiarate prestazioni operative: vestire significa anche (ri)vestire una posizione riconoscibile nella gerarchia di un’azienda, di un’organizzazione e, soprattutto, di una società. Perché, come sentenzia Oliviero Toscani, l’abito è “la misura, l’immagine e il valore dei rapporti interpersonali”, e la sua prestazione protettiva ne fa una corazza per il corpo e per la mente di chi lo indossa.

Le schede tecniche dei trecento completi da lavoro (dalle salopette vintage del post-fordismo alle soluzioni più avveniristiche) e degli innumerevoli accessori presenti in mostra richiamano alla mente situazioni lavorative in cui la salvaguardia dell’incolumità fisica è davvero necessità vitale. Difficile non pensare a chi indosserà la “tuta intera termosaldata con respiratore incorporato, resistente al calore convettivo e radiante” o il “cappuccio per protezione integrale per ambienti ad alto rischio”.
Stridente il rumore di seghe elettriche proveniente dai diffusori audio che scendono verticali proprio sopra le orecchie dei visitatori; stridente l’intervallarsi dei cilindri in plexiglas che ospitano capi d’alta moda fra distese di elmetti, maschere filtranti e stivali antiperforazione. Settanta creazioni delle griffe più prestigiose (Hermès, Prada, Armani, Versace, Jean-Paul Gautier ecc.) mettono in vetrina la volontà di contaminazione con i modi e con le forme del vissuto lavorativo di un’umanità salariata.

Se Yohji Yamamoto e Antonio Marras realizzano un approccio poetico e partecipe all’immaginario minimal ed essenziale del lavoratore disadorno, altre volte l’incursione dello stilista da boutique negli scaffali delle ferramenta e delle forniture specializzate rischia di ricucire soltanto divertite citazioni irriverenti.
Forse dimenticando che, per la working class, la scelta di un abbigliamento consono all’occasione – come ricorda la segnaletica anti-infortunistica presente nell’allestimento – è davvero d’obbligo.

articoli correlati
Pitti Immagine 2008
Riello e il fascino della divisa

maurizio rossi
mostra visitata il 22 gennaio 2009


dal 14 gennaio all’otto febbraio 2009
Workwear. Lavoro Moda Seduzione
a cura di Oliviero Toscani e Olivier Sailard
Stazione Leopolda
Viale Fratelli Rosselli, 5 (zona Porta al Prato) – 50144 Firenze
Orario: da martedì a giovedì ore 10-15; da venerdì a domenica ore 10-18
Ingresso libero
Catalogo: Marsilio, € 34
Info: + 39 0553693240; www.pittiworkwear.it

[exibart]

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Per Giusi Sferruggia, la pittura è un rituale tra controllo e abbandono

In questa intervista a margine della sua mostra negli spazi di MARTHA, a Palermo, Giusi Sferruggia ci racconta la sua…

7 Aprile 2026 15:30
  • Progetti e iniziative

I Limiti Non Esistono: il libro-scultura di Fulvio Morella per Milano Cortina 2026

Il progetto di Fulvio Morella, presentato in occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, raccontato in un libro…

7 Aprile 2026 13:30
  • Mostre

Cinque artiste per ripensare il rapporto tra corpo e mondo, in mostra a Milano

Negli spazi milanesi di Artopia, una mostra collettiva riunisce le opere di Kesewa Aboah, Alberte Agerskov, Aléa Work, Dimitra Charamandas…

7 Aprile 2026 12:30
  • Arte contemporanea

La Pop Art è sempre contemporanea: una grande mostra al Guggenheim di New York

Il Guggenheim Museum di New York ripercorre la sua storia espositiva e la propria collezione per rileggere la Pop Art…

7 Aprile 2026 11:30
  • Bandi e concorsi

Via Artis Plan de Corones: l’open call per un’opera site specifc a 2.275 metri

La Via Artis sul Plan de Corones, nelle Dolomiti altoatesine, lancia una open call per un’opera site specific a 2.275…

7 Aprile 2026 10:30
  • exibart.prize

Luciano Sozio – In attesa del tempo

La Galleria Arrivada presenta In attesa del tempo, personale di Luciano Sozio (14 aprile–12 giugno 2026), a cura di Angela…

7 Aprile 2026 9:29