Dieci pezzi, unici per fascino e importanza, vengono finalmente collocati in uno spazio studiato appositamente per l’esposizione e la corretta fruizione di opere a tutto tondo. L’occasione è stata fornita dalla restituzione, alla Basilica di Santo Spirito, del Crocifisso ligneo, che ha lasciato libera la sala necessaria per un’opportuna sistemazione dei bozzetti e l’allestimento di un’esposizione permanente.
È fondamentale sottolineare l’evoluzione che definisce finalmente come “collezione” l’insieme di queste opere. Tutti i pezzi fanno parte già da tempo della raccolta di Casa Buonarroti, studiati, catalogati ed esposti al pubblico, ma non esisteva, fino ad oggi, l’idea di un nucleo che li raccogliesse come corpus organico. Come riferisce Pina Ragionieri nella sua brillante introduzione al catalogo, la storia di ogni singolo pezzo conserva ancora delle lacune, a partire dall’occasione per la quale è stato creato, fino ai vari passaggi di proprietà e al definitivo ingresso presso la Casa Buonarroti. Al momento, la collezione è la più grande, e sicuramente anche la più prestigiosa, raccolta di bozzetti michelangioleschi.
La selezione, che, per scelte di coerenza stilistica, ha portato a lasciare fuori da questa nuova esposizione altre opere appartenenti al museo, include elementi di sicura mano del maestro, altri la cui autenticità è ancora dibattuta, ma che sicuramente appartengono alla scuola, e due lavori definiti di derivazione michelangiolesca (la “Madonna col Bambino”, attribuita a Vincenzo Danti, e una “Deposizione” a bassorilievo che si rifà ad un’invenzione di Michelangelo)
Al centro dell’allestimento spicca il gruppo dei “Due lottatori”. Un tempo erroneamente attribuito a Baccio Bandinelli, questo bozzetto è fra le creazioni indiscutibilmente di mano michelangiolesca.
Tra le altre opere esposte riveste particolare interesse il “Crocifisso”, lavoro della vecchiaia dell’artista, assimilabile sotto certi aspetti alla Pietà Rondanini. Si tratta, inoltre di una delle due sculture lignee di Michelangelo a noi pervenute. L’altra è, appunto, il “Crocifisso di Santo Spirito”.
Sono poi presenti diversi studi di torsi e di nudi. In occasione dell’inaugurazione della nuova sala sono esposti, nello spazio adiacente, una serie di fogli attraverso i quali si riscontra parallelamente l’interesse di Michelangelo per lo studio anatomico anche nel disegno.
Un’analisi dettagliata delle singole opere si trova nel succitato catalogo “I bozzetti michelangioleschi della Casa Buonarroti”, curato da Pina Ragionieri e edito da Mandragora.
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Pietro Gaglianò
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bene, bene...
ma a proposito del cristo recentemente scoperto a roma, nemmeno una notizia piccola piccola?