Categorie: toscana

performance | Lorenzo Pezzatini – on/off/on Filo Smac 2002 | Firenze, Villa Vogel

di - 4 Giugno 2002

Fra gli Eventi di Tracce Fuori Centro Lorenzo Pezzatini presenta la sua perfomance-installazione all’interno della cappellina di Villa Vogel.
L’ambiente è piccolo, pulito. L’impatto emotivo fortissimo, prende lo stomaco, fa nascere un’inquietudine che rasenta la paura. Il risultato è veramente coinvolgente.
Il pavimento della cappella è coperto interamente dal Filo SMAC, nastro adesivo su cui è stampata l’immagine del “filo”; senza soluzione di continuità anche il corpo del performer è completamente ricoperto dal nastro che lo rende parte integrante del pavimento, protuberanza dalla vaga forma umana adagiata e assorbita dall’ambiente. Fuoriesce soltanto un braccio e tiene in mano un telecomando, segno del potere che ancora ci è dato esercitare. Potere che ci permette di scegliere fra la non immagine OFF, l’immagine di sé OF e l’immagine televisiva massificata ON. Un televisore è posto accanto all’altare, fissato anch’esso a terra; trasmette in diretta. Ogni tanto s’interrompe, passa sullo schermo un video registrato in cui l’artista in smoking gira a cavallo su una giostra con il nastro che gli chiude gli occhi e gli tappa la bocca, passaggio intermedio verso il totale inglobamento. Un loop sonoro accompagna la performance sulle note di Caetano Veloso. Nel video, questa volta in silenzio totale, flash macro dall’interno di un glomerulo di filo, quasi un’endoscopia di un intestino colorato. L’immagine s’intensifica nella frequenza sino a ripetersi ossessivamente.
Lorenzo Pezzatini spiega che il nastro rappresenta un periodo di espansione, di uscita verso l’esterno; essendo un prodotto industriale si presta ad essere invasivo, cosa che l’artista persegue, lasciandone tracce per tutta la città. La stessa sagoma del corpo, una volta terminata la performance, è stata ritagliata e esposta come sindone su un cartellone del Ponte alla Vittoria. Da evidenziare anche l’idea di orizzontalità rispetto al suo contrario, la verticalità. Mentre lo sviluppo tipico delle civiltà e delle metropoli occidentali è uno sviluppo verticale, l’artista si sente più vicino all’idea di orizzontalità espressa dal pensiero orientale. Tende a identificarsi con il piano del pavimento e, in questo caso ad esserne un tutt’uno. Riuscitissimo l’intento.
La rassegna proseguirà con altri eventi: il 13 giugno Stefano Turrini, il 4 luglio Carlo Gardenti e Nina Maraccolo, l’11 luglio Galligani & Associati in collaborazione con il Centro per l’Arte Contemporanea Pecci, che curerà, sempre a luglio, due esposizioni negli spazi di villa Vogel.

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Daniela Cresti


Villa Vogel
Via delle Torri n.23
Firenze
Tel. 055.2767113/135
Fax. 055.2767101
E.mail: cultura4@comune.firenze.it


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