Tra il 1974 e il 2003 sono state fatte 5 mostre importanti sull’arte e gli artisti del territorio trentino: due sono di quest’anno e l’ultima in ordine di tempo è appunto Situazioni. Che fa in parte il remake alla precedente Situazioni ‘87. Arte nel Trentino dal ‘45 dove si fece la prima ricognizione storico-critica rigorosa delle esperienze artistiche del secondo dopoguerra. Se l’intento di allora fu quello di analizzare il fare pittura nel Trentino, cominciando un lavoro di studio e di storicizzazione e individuando anche le possibili prospettive per il futuro, oggi – a parte il doveroso omaggio ai maestri, di cui però si notano alcune vistose assenze – si mostrano i frutti di quelle ipotesi.
Situazioni. Trentino Arte 2003 , divisa in otto sezioni in base alle modalità espressive, presenta 70 artisti di cui 10 sono i Maestri, mentre 60 dovrebbero rappresentare quanto di meglio c’è nel territorio. La selezione è stata fatta da sei curatori: Gabriella Belli, Fabio Cavallucci, Fiorenzo Degasperi, Giovanna Nicoletti, Riccarda Turrina, Giorgio Verzotti. Nel catalogo ogni curatore presenta gli artisti in mostra, ma, sempre escludendo i Maestri, ne vengono citati solo 27 dei 60, quindi 33 non sono nominati, pur essendo presenti nell’esposizione e nel catalogo. Questo vuoto di analisi storico-critica risulta molto rilevante e denota la mancanza di coraggio nella selezione degli artisti fatta dai curatori, che forse poteva essere risolta almeno escludendo gli artisti non considerati nei loro testi critici.
A questo punto bisogna chiedersi se questo tipo di mostre, con tutte le buone intenzioni teoriche e critiche dei curatori, abbiano ancora un sensoo debbano essere considerate superate, per puntare invece su un lavoro di ricerca e di studio serio nei confronti dei lavori degli artisti e poi su una reale promozione internazionale, incisiva e penetrante, a livello culturale e di mercato. E’ inoltre inevitabile domandarsi se gli artisti,
Già uno dei curatori dell’88, Luigi Serravalli scomparso recentemente (a lui è dedicata questa mostra), parlava di minore trentinità nel panorama artistico della regione e faceva notare come molti artisti ormai avevano perduto i caratteri del luogo, del costume, delle abitudini, e nella mostra attuale, questa analisi è ancora più evidente. Interessante sarebbe stato allora leggere in questa massiccia campionatura degli artisti trentini quanto è rimasto nei loro lavori del territorio in cui vivono, mediante un’approfondita ricerca stilistica e di contenuto e una selezione ragionata in base a questa ipotesi teorica.
Completano questa esplorazione dell’arte trentina cinque progetti presentati dalla Galleria Civica di Trento e collocati in diversi spazi del centro cittadino: sono di Conz, De Manincor, Fasoli m&m, Orsingher e Salvati.
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