In questa mostra di Gian Marco Montesano il tempo è il protagonista. Un tempo che scandisce i destini: anche quelli dell’artista e del gallerista. Sì perché esattamente vent’anni fa, nel 1985, Giordano Raffelli, coraggiosamente, aprì e inaugurò a Trento la propria attività proprio con una mostra dedicata a Gian Marco Montesano. Ora entrambi sono proiettati nel futuro con nuovi propositi: Raffaelli con la nuova sede della sua galleria in arrivo quest’anno e Montesano con un nuovo ciclo di opere, in cui si apre alla sperimentazione dei materiali. I supporti espressivi e le tecniche usate sono infatti gli olii, la ceramica e il marmo di Carrara, utilizzato per la prima volta dall’artista.
Tutti i soggetti sono stati realizzati nel 2004 e rappresentano una sorta di galleria della poetica dell’artista, quasi un diario di viaggio in un tempo storico, il Novecento, svuotato di retorica, e che ritorna iconograficamente come sagoma, come cartone o comparsa. E al nostro sguardo -colmo della consapevolezza del mondo in cui viviamo oggi- i soggetti ritratti dall’artista non fanno altro che ricordare come, a volte, la storia ritorna. Terribilmente simile. Un’esatta riflessione sull’opera di Montesano può essere portata a termine allora guardando al concetto stesso di tempo: gli individui raffigurati arrivano direttamente da quel grande magazzino che è il secolo passato, e sono icone politiche come Hitler e Stalin, oppure personaggi dello star sistem di Histoire
Ma se questi sono soggetti sbiaditi e relegati in un cromatismo bianco e nero, altri scrutano, in pose estatiche e di contemplazione, la natura montana innevata. Sono sciatori o persone che semplicemente si divertono con la neve, quasi a trovare una fuga in una pace che il silenzio e il bianco dominante concedono in tutti i tempi e a tutti. Pensiamo a Amitié hivernale o a Unter dem Gipfel des Kaltenbergs, ma anche al bellissimo Meditazione.
In comune con questo innocente stato d’animo naturale dei sciatori c’è anche lo sguardo, di un bambino e una bambina, delle due sculture in marmo proposte per la prima volta dall’artista, tutte e due dal titolo Marmo bianco di Carrara. Il marmo è una materia antica che ha dato capolavori nel corso della storia dell’arte. E Montesano con esso si confronta senza timore, sospendendo ancora una volta il Tempo della materia e della forma.
articoli correlati
Montesano a Forte Strino sul Tonale
Enrica Borghi da Raffaelli
Karen Yurkovich
Bertozzi & Casoni
Willie Bester
Aldo Mondino
Tony Oursler
James Rielly
Donald Beachler a San Marino
claudio cucco
Rituali, incomunicabilità e memoria personale, nelle stanze di Spazio Studi Arte, a Roma: il progetto Roommates torna per il quarto…
Il tema atavico delle nuvole è al centro della mostra collettiva di XNL Piacenza, dove venti artisti trasformano un'immagine antica…
Con l’apertura del Palazzo delle Arti e delle Culture (PAC) a Palazzo Erizzo Nani Mocenigo, la Fondazione Giancarlo Ligabue istituisce…
Negli spazi di Brun Fine Art a Venezia, Anne de Carbuccia presenta una serie di sculture specchianti che riprendono l'immaginario…
A Villa Fiorentino di Sorrento inaugura Turning to the light, una mostra collettiva sul ruolo della luce nell’arte contemporanea, che…
Da Genital Panic a Syntagma, cinque opere fondamentali per rileggere la ricerca radicale di VALIE EXPORT, pioniera dell’arte femminista e…