Sotto l’ombrello della fantasia non piovono mai banalità. E il Centro Arte Contemporanea di Cavalese ha messo a segno un altro colpo nelle sue interessanti proposte tra arte e libro, in passato incentrate su quell’artista e designer geniale che fu Bruno Munari. Un crescendo d’interesse per il libro d’artista e per il libro illustrato che è forse la miglior risposta a quelle strabiche cassandre che vedono come imminente la morte del supporto cartaceo.
Il percorso, diviso in quattro sezioni, presenta i bozzetti originali di molte illustrazioni che hanno accompagnato, dagli anni Cinquanta ai Novanta, le più rinomate opere di Gianni Rodari (1920-1980). Del celebre prosatore per l’infanzia –ma anche acuto
Diversi per stile e cronologia i quattro artisti documentati in mostra. Primo, in ordine cronologico, è Raul Verdini. E’ il 1950, quando Rodari fonda e poi dirige il settimanale per fanciulli Pioniere. Per questa pubblicazione diede vita a simpatici fumetti in rima, i cui protagonisti –Cipollino, Calimero, Pinocchio- sono per l’appunto disegnati con tratto leggero e tondeggiante da Verdini. Il noto illustratore romano continuerà poi il sodalizio con Rodari anche nel 1959, con Gelsomino nel paese dei bugiardi, pure testimoniato in mostra.
Gli anni Sessanta sono segnati dalle illustrazioni di Bruno Munari, che a differenza di Verdini non attua una parafrasi pittorica del testo, ma ne coglie con le sue scintillanti intuizioni lo spirito, giocoso ed ironico. E’ il caso delle impronte di mani utilizzate per le Storie di
Emanuele Luzzati è però forse l’artista che maggiormente ha saputo cogliere la vitalità dei testi di Rodari, e non è forse un caso che il sodalizio tra i due, iniziato fin dai primi anni Sessanta con le illustrazioni per Castello di carte (1963), si sia protratto fin dopo la morte di Rodari, a testimoniare una sorta di eredità artistica. Le illustrazioni di Luzzati condividono con la prosa di Rodari una brezza narrativa quanto inventiva, sempre capace di portare le barca della fantasia verso lidi avventurosi ed inaspettati.
Francesco Altan, padre di Pimpa, Cipputi e Kamillo Kromo, è l’ultimo -in ordine cronologico- degli artisti in mostra. E’ negli anni Novanta che l’Einaudi affida l’illustrazione delle nuove edizioni dei testi di Rodari ad Altan, intravedendo nell’illustratore trevigiano il miglior continuatore di quello spirito favolistico. Egli è quindi, in attesa di nuovi, commoventi illustratori, l’ultimo riflesso visivo dell’opera di Rodari.
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duccio dogheria
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