La Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento ospita Avances. Creatività trentina contemporanea. La rassegna mette in evidenza i diversi aspetti del fare arte al femminile, proprio di donne trentine o che si sono nuovamente confrontate con la città d’origine in occasione della mostra. Ha così dato voce ai numerosi linguaggi dell’arte, dal video, alla pittura, alla fotografia, e si è aperta a ambiti vicini all’arte, come il design e il documentario. E’ riuscita in questo modo a essere allo stesso tempo una mostra locale, ma con qualità e risonanza nazionale.
Un progetto in tre dimensioni descrive da ogni angolazione il tavolo dell’architetto e designer Monica Armani, scelto per gli arredi del Centre Beaubourg di Parigi. Il film Stop Kidding della regista e video-artista Anna De Manincor è riprodotto da una tripla
In una mostra così multisfaccettata, dove ogni artista presenta un suo modo di affrontare l’opera, la restrizione alle sole donne attira l’attenzione e fa pensare.
Un tempo la presenza delle donne nell’arte era estremamente limitata. Nel secolo scorso però la società ha cominciato a cambiare, e con essa anche l’arte. E’ partita l’America negli anni Settanta con Barbara Kruger, schierata contro la società dei consumi, e negli anni Ottanta con il gruppo mascherato delle arrabbiatissime Gorilla Girls . Anche l’Italia ha partecipato con forza al boom degli anni Novanta che ha visto il moltiplicarsi dei nomi femminili nell’arte. Alla Biennale di Venezia del ’99, infatti, l’Italia era rappresentata da sole donne, e Stefania Galegati ha vinto la selezione per il P.s.1 e di Sissi il premio Furla.
Ci chiediamo allora se oggi, in un ambiente artistico costituito da una significativa presenza femminile, ha ancora senso parlare di una gender art. La domanda sull’arte delle donne rimane aperta e la mostra Avances ha colto anche in questo nel segno: ha sollevato la discussione e ci ha fatto riflettere ancora una volta su questo aspetto dell’arte.
Mariella Rossi
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