Categorie: trento bolzano

fino al 28.II.2010 | David Bowes | Trento, Studio d’Arte Raffaelli

di - 26 Gennaio 2010
Statunitense ma italiano
d’adozione. Non serve leggere la sua biografia per capirlo. David Bowes (Boston, 1957; vive a Torino e
Newton, Massachusetts), come in un Grand Tour d’altri tempi, ha soggiornato a
Napoli, Roma, Firenze, Palermo e Torino, ma è sufficiente gettare l’occhio
sulle sue tele per vedere come il Belpaese occupi uno spazio importante nella
sua opera. L’amore per la luce, le atmosfere, le contraddizioni italiane è la
base per la creazione di un universo favolistico, dove figurine più che
stereotipate – vere e proprie maschere – danno mostra di sé in maniera muta e
misteriosa.
Il dipinto di grandi dimensioni Palermo, con le sue bancarelle di ortaggi
davanti a uno scorcio cittadino da cartolina, testimonia la serie di lavori
svolti per la mostra Palermo Ispanica. In Moving On, invece, si può osservare il piacere per la
contaminazione, in un’improbabile fuga dall’Egitto guidata da Pulcinella. Nelle
nature morte – composte da soprammobili kitsch, teiere zoomorfe, vasi di fiori,
conchiglie – si entra in un repertorio da casa della nonna, dove gli oggetti
rappresentati sembrano schernire e parodiare il mondo dell’arte impegnata.
In questa dimensione, incoerente
seppur rispondente a una propria logica, è difficile individuare finalità o
messaggi precisi. Tutti i soggetti comunicano l’impressione di messa in scena
artificiosa, di canovacci e commedia dell’arte, dove i singoli quadretti sono
il pretesto per un esercizio gioioso e disimpegnato della pittura.


Quest’attitudine a impiegare stili, figure e tematiche di tempi e luoghi
diversi, a rifiutare qualsiasi ideologia assoluta o visione predeterminata, non
cerca alcuna giustificazione che vada al di là della superficie della tela.
Eppure lo stile di Bowes,
nonostante utilizzi senza fare distinguo tutto ciò che gli capita a tiro dal Seicento
a oggi, risulta estremamente contemporaneo. Adatto a una società che cerca la
sua ragion d’essere nell’evasione e nel distacco da un pensiero impegnato.
Attitudine positiva verso il
passato, eclettismo e semplicità, insomma; caratteri che però non portano a
nulla di immediatamente decodificabile o cristallino. Inutile dire che si
rimane perplessi. Abituati all’idea di arte sinonimo di superamento, impegno
politico e serietà, il lavoro di Bowes sembra dubitare schiettamente delle reali
possibilità della pittura di cambiare il mondo. “Non scioccare la borghesia,
scioccare le avanguardie
”, dichiara Alan Jones in catalogo, citando le parole di Raymond
Radiguet.

Una pittura, quindi, che in primo
luogo mette in dubbio con irriverenza le pretese di centralità e importanza che
artisti, critici, curatori e storici dell’arte riconoscono al proprio ambito
disciplinare. Ogni discorso generale o ideologico è bandito dalla leggerezza
della pittura di Bowes, che fra arte e vita preferisce l’arte, e alla domanda “che
fare?” risponde con un semplice: “Dipingere”.

articoli correlati
Bowes a Torino
E a Palermo

gabriele salvaterra
mostra visitata l’11 dicembre 2009


dal 10 dicembre 2009
al 28 febbraio 2010
David Bowes – Living
on earth
Studio d’Arte
Raffaelli – Palazzo Wolkenstein
Via Marchetti, 17 (centro storico) – 38100 Trento
Orario: da martedì a sabato ore 10-12.30 e 17-19.30
Ingresso libero
Catalogo disponibile
Info: tel. +39 0461982595; fax +39 0461237790; studioraffaelli@tin.it; www.studioraffaelli.com

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