Categorie: trento bolzano

fino al 30.VIII.2010 | Gianni Dessì | Bolzano, Antonella Cattani

di - 6 Luglio 2010
Sono una ventina di dipinti e una scultura, realizzate
tutte per l’occasione, le opere che compongono questa nuova mostra di Gianni
Dessì
(Roma,
1955). In prevalenza sono quindi opere su tela, mentre la scultura tu x tu
è frutto di un impasto di resina
colorata e fibra d’agave su struttura di legno e rete metallica.

Molti lavori recenti hanno visto Dessì proporsi in
un’esercitazione plastica di grande qualità e impatto visivo finora inediti: le
sue sculture non hanno infatti la possibilità di essere rimandate a nessuna
precedente esperienza artistica. Anche se in questa mostra la scultura è
inferiore numericamente ai quadri esposti, resta il fatto che la testa di Ezra
Pound
la
scultura è proprio la testa del poeta – ne rappresenta il fulcro. Rappresenta
il collante poetico tra due luoghi: quello della memoria dell’artista e quello
del territorio del poeta, che visse molto vicino a Merano, a Brunnenburg per
l’esattezza, alcuni anni della sua vita.

Il catalogo contiene una testimonianza poetica per Dessì
di Mary de Rachelwiltz, figlia del poeta, che vede il volto di suo padre come
una ri-composizione “ilare un tempo, ora maturo e pensoso
”. Intanto l’opera domina lo
spazio della galleria, visibile anche dall’esterno, e prefigura tutta la
riflessione che Dessì compie, nel presente esistenziale, sull’incontro dei Cantos
avuto verso l’epilogo degli anni
‘70.


Non ci poteva essere
risultato migliore per questa narrazione teorica e poetica realizzata dall’artista
romano. E i dipinti, tutti, risentono di questo omaggio virtuoso fatto al
poeta, perché per Dessì, come per Pound, il tempo è la categoria che dopo il
suo corso deve avanzare la pretesa di essere ri-vista e ri-pensata. In questo,
all’artista vengono in soccorso i pensieri fatti, i frammenti delle immagini
passate che riemergono da un’apparente campo astratto. Sì, perché questi
dipinti obbligano lo spettatore a compiere uno scarto spaziale per esser colti
nella loro interezza espressiva.

Visto, un olio su cartoncino telato e tela, è l’evidenza
figurativa che si staglia come un’ombra dal fondo omogeneo, scuro, della tela.
Anche Vox (V)

e Vox (x)

scaturiscono dallo stesso processo compositivo. Sono figure che, mimetizzate
cromaticamente, danno l’idea del racconto. Un racconto che è tutto interno alla
poetica di Dessì, quella che vuole la raffigurazione del corpo come figura,
infedele alla realtà, ma che dall’apparenza anela all’essenza dei corpi e
dell’esistenza. Non c’è momento, nel guardare le opere di Dessì, che non si sia
percorsi da questo brivido esistenziale che si manifesta nelle figure allusive
di storie e narrazioni attinte attraversando la sua vita. Questo viaggio
pittorico che Dessì, in altre parole, compie riesce a restituire l’interno di
mondi narrativi.


In altri quadri, come In fuori
, si possono vedere invece altre
realtà. Da mondi interiori si è invitati a gettare lo sguardo all’esterno.
Quadri come finestre, che permettono l’infinito gioco del rimando fra l’interno
e l’esterno di ognuno di noi.

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mostra visitata il 3 giugno 2010


dal 14 maggio al 30 luglio 2010
Gianni Dessì – Tu x tu
a cura
di Paola Bonani
Antonella
Cattani Contemporary Art
Via Rosengartenstrasse 1a – 39100 Bolzano
Orario: da lunedì pomeriggio a sabato mattina ore 10-12.30 e 15.30-19.30
Ingresso libero
Catalogo disponibile
Info: tel./fax +39 0471981884; info@accart.it;
www.accart.it

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