In mostra alcune sculture in bronzo di grandi dimensioni, oltre a tele a olio di diverso formato: grande, medio e piccolo, offrono al visitatore una panoramica sul mondo espressivo attuale di Sandro Chia, uno degli interpreti più significativi della cultura artistica contemporanea.
Il mondo poetico con cui Chia tratta i soggetti e li trasferisce in pittura, stabilisce un legame con il passato arcaico in una dimensione temporale lontana. La pittura è il mezzo fondamentale per rappresentare le trasformazioni dell’esistenza che si fa sempre più complessa e esigente.
Dal recupero di linguaggi figurativi del passato, in opposizione ad alcune forme di concettualismo esasperato, ha origine negli anni Ottanta il movimento della Transavanguardia al quale aderisce anche Sandro Chia.
Sandro Chia, nato nel 1946 a Firenze, si può considerare una delle figure più rappresentative della ricerca contemporanea. Nel 1971 espone per la prima volta alla Galleria “La Salita” di Roma; nato artisticamente alla fine degli anni Settanta è stato uno dei protagonisti del movimento della Transavanguardia, creato dal Critico Achille Bonito Oliva durante gli anni Ottanta.
Sandro Chia ha operato fin dall’inizio secondo una poetica e uno stile orientati a una vita “selvaggia” a cui ha fatto seguito una monumentalità classica accesa da colori forti. Sandro Chia ha esposto nel 1984 e nel 1989 alla Biennale di Venezia e in numerosi luoghi pubblici italiani e stranieri quali il Castello di Rivoli, il Solomon R. Guggenheim di New York nel 1983, il Metropolitan Museum of Art di New York nel 1984, Villa Medici a Roma nel 1995. Vive e lavora a New York e a Montalcino.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito Hopefulmonster (bilingue italiano e inglese), con testi di Vittoria Coen e Richard Milazzo.
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