Rispetto all’edizione inglese la mostra vicentina propone anche ulteriori disegni autografi dell’architetto, relativi sia al particolare metodo di progettazione che lo contraddistingueva, che al viaggio in Italia (ed in Veneto) che egli fece. Soane, considerato tutt’oggi un valido spunto per i progettisti contemporanei, praticava un’architettura fondata sull’innovazione…sulla ricerca della dimensione (crea edifici come banche, musei e ministeri) , dei materiali (ferro, pietra artificiale)… e sulla centralità degli interni pensati con leggerezza di luci ed atmosfere, prospettive in un dialogo ludico…vedute e porte e aperture vere…e fittizie, magari frutto di un gioco di specchi. Per esaltare al meglio la genialità di Soane l’allestimento della mostra è stata affifata ad uno dei più sensibili architetti italiani: Umberto Riva. Con la mano sapiente di un “addetto ai lavori” si gusteranno le oltre 250 opere (escono per la prima volta dalla casa-museo di Lincolns Inn Fields) costituite da modelli originali, disegni, taccuini di viaggio, mobili progettati da Soane e gli, altrettanto splendidi, disegni del suo disegnatore-collaboratore Michael Gandy. L’evento si preannuncia condito di solidi interventi, non ultimo quello dell’architetto spagnolo Juan Navarro Baldeweg, che regalerà una personale chiave di lettura delle opere di Soane. A tal proposito le sale del pianterreno di Palazzo Barbaran ospiterà progetti, quadri e sculture atte a rafforzare l’importanza dell’architettura nel tempo…e il delicato ma incentivante contributo che lo stesso Soave ha dato ad essa sia in qualità di “presenza”, che nelle vesti di ipotetico propositore per i “nostri” contemporanei.
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