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Dal 21 aprile 2000 al 10 giugno 2000 | Fantapop | Venezia: Fondazione Bevilacqua La Masa

di - 21 Aprile 2000

Se il linguaggio espresso in quegli anni da artisti del calibro di Wharol and company sembrava irriverente, assurdo, stralunato (e aiutatemi con gli aggettivi), anche se nascondevano tematiche di fondo che oltrepassavano il (già noto) ready-made di Duchamp e dei dadaisti in genere, quello presente in questa mostra (se può) lo riprende e lo estende ad una attualità sconcertante. Le opere di artisti come Jeff Koons, o David Lachapelle magari le riconosciamo a vista (vuoi per tematiche e stile, vuoi per la notorietà che le accompagna), ma che dire di quelle dei giovani: Silvano Tessarollo, Marco Papa, Loris Cecchini o Marco Samorè (ne cito solo alcuni)? Le possibili risposte sono: “tutto qua?”- “Non capisco…ma che sarebbe?” – “Non ci trovo novità interessanti!” – “Ma gli artisti del pennello…”…oppure, nell’ipotesi più propensa al positivo: “I geni del domani” – “Metafore ed allegorie del quotidiano per il futuro”- “Assolutamente divino!” – “Et voilà…l’arte giovane!”. Ehm…direi che tra le risposte dell’ipotetico elenco forse nemmeno una si addice a pieno, o meglio, tutte appartengono in misura eguale alla “possibile verità”. Se vista in questa ottica allora devo formulare un elogio agli ideatori (della mostra è sottointeso) del titolo dell’evento: Fantapop. Fanta, come fantascienza (sguardo al futuro della comunicazione tingendone le briglie nel minestrone del presente), ma anche Fanta, come l’aranciata artificiale (prodotto di largo consumo che disseta generazioni su generazioni accontentando schiere di giovani sudaticci, ma anche industriali benpensanti, mamme radiose, pubblicitari scatenati…); Pop, allora in chiave “popolare” (nel senso della gente, del “noi” dunque), ma altresì in vece di quella più famosa (Pop Art) corrente, della quale questa mostra si imbratta. Ma veniamo alle opere esposte: modella manichino futurista in un paesaggio alienante da montagne russe (David LaChapelle); pistole con gambe da donna …o viceversa donna con corpo a pistola (Laurie Simmons); Abitazioni “cubo” a misura di privacy rispettata (Alix Lambert e Cameron Martin); discarica di mozziconi, come ciminiere permanenti (Stefano Calligaro); panchine da parco ormai ridotte a sdraio per se stesse (loris Cecchini); Simpson di pongo nella Venezia assolata (Silvano Tessarollo). I titoli “veri” delle opere sono rispettivamente: “Rachel wants a ride, Tokyo, Candè Nast Traveler”, “Lying Gun”,”apartments”,”piccola discarica emotiva permanente”, “stage evidence (pausa paesaggio)”, “O sole mio!”…Non ho dubbio alcuno nell’affermare che il curatore della mostra Virginia Baradel, e, l’ormai conosciuto Direttore della Fondazione Bevilacqua La Masa, Luca Massimo Barbero abbiano fatto un ulteriore centro, sia a se stessi…ma anche alla città di Venezia tout-cour; se l’intento era appunto quello di “osservare” le mutazioni comunicative degli artisti odierni, in luce di quelli del ieri (anche se prossimo), non posso che applaudire e ribadire il totale successo. Ben fatto dunque…ma…! Certo i “ ma” ci sono, le perplessità rimangono, qualche dubbio si insinua. Non discuterò in questa sede le potenzialità dei “tentennamenti” (tra l’altro già iniziata in un precedente articolo…e proprio rivolto –tra gli altri- ad un artista presente anche in questa esibizione; mi riferisco al pezzo sulla mostra “Hackers”.), per ora mi godo la bellezza di un evento ben organizzato, e di un “tema di fondo” indovinato. Ribadisco i complimenti e vi esorto a visitarla! Buona mostra!


Fantapop
Fondazione Bevilacqua La Masa
Piazza San Marco 71/C
Venezia

Aperto: tutti i giorni (escluso il Martedì ed il giorno di Pasqua con successivo Lunedì)
Oraio: 10.00-13.00 / 16.00-19.00
Ingresso. Libero
Catalogo: edito da Grafiche Aurora, con testi di: Luca Massimo Barbero, Virginia Baradel, Marco Seraldi.
Info. 041/5207797-041/5208879
Fax 041/5208955
E-mail info@bevilacqualamasa.itSito internet: www.bevilacqualamasa.it

Kranix (Massimo Campaci)

[exibart]

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