Treviso, tra le propagandate mostre impressioniste e le piccole gallerie che propongono esclusivamente l’antica scuola veneta, non ha mai avuto modo di scoprire l’arte moderna e gravita nell’ignoranza più totale di quali siano le ultime tendenze artistiche. Qualcuno ha deciso di azzardare una rieducazione ad un gusto più attuale, caricandosi addosso il rischio di una provocazione che non è stata capita e accettata. La Galleria Minarte sta infatti proponendo cinque noti artisti esponenti della Pop Art italiana: Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli, Amato Patriarca e Mimmo Rotella. “Quando ho iniziato a portare a Treviso le opere di Schifano” ci racconta il gallerista “i miei colleghi mi hanno attaccato, accusandomi di voler rompere la
Eppure questa piccola mostra poco pubblicizzata, poco apprezzata e organizzata senza troppa cura riesce a riassumere le ricerche artistiche della corrente Pop italiana. Sviluppatasi negli anni ’60, non è scaturita da un processo culturale già in atto, come in America, ma è nata in contemporanea al boom economico e al nuovo costume sociale della nazione. Ha avuto il suo cuore a Roma, dove la Galleria La Tartaruga di Plinio de Martiis aveva organizzato una mostra di tredici artisti che rompevano gli schemi e davano vita a un modo innovativo di concepire l’arte. Nasceva così la Scuola di Piazza del Popolo, di cui sono in mostra i tre riconosciuti maestri: i tratti nervosi e istantanei del celebre Mario Schifano, l’aquila capitolina di Franco Angeli che si
Tutta una sala è, infine, dedicata ad Amato Patriarca, artista proveniente dal mondo della pubblicità, della moda e del turismo, che usa colori delicati, stesi come onde sfumate che delineano situazioni urbane tra le più comuni e disparate.
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Piazza del Popolo Sessanta Settanta
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Tano Festa
Destini incrociati – Angeli, Festa, Schifano
link correlati
www.schifano.org
www.mimmorotella.it
http://www.studiosoligo.it/festa/festa.htm
Un’intervista a Franco Angeli
carolina lio
mostra visitata il 1 marzo 2004
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Da trevigiano non posso che apprezzare quest'iniziativa (della quale vengo a conoscenza soltanto ora attraverso l'articolo di Carolina). Mi auguro che sia un primo passo per risvegliare questa città dal torpore... Poco tempo fa è nata anche una nuova etichetta indipendente che propone musiche "altre" rispetto ai generi commerciali (www.res-net.org). Che si stia finalmente muovendo qualcosa? Di gente in gamba ed interessata d'altronde ce n'è!