La mostra ripropone opere che parteciparono alle tre
esposizioni storiche del gruppo, la prima del 1915 a Londra, la rassegna
americana del 1917 e la coeva ultima esposizione dedicata ai caleidoscopici
esperimenti fotografici di Alvin
Llangdon Coburn.
Nelle prime due mostre si sommano dipinti di ispirazione
astratta,
sembrano accelerare fino a travalicare i confini del quadro. Non vengono
tralasciate le composizioni grafiche di Lewis ed Edward Wadsworth, che troveranno largo spazio e diffusione sulle
pagine di Blast. Ma sono soprattutto
le sculture di Jacob Epstein e Gaudier-Brzeska che faranno scuola,
influenzando con il loro stile geometrico e primitivo Henry Moore e la nuova generazione di scultori inglesi.
La forza del loro contributo è evidente fin dalla prime
due sale introduttive che espongono due icone del movimento. Una è Testa ieratica di Ezdra Pound di
Gaudier-Brzeska, che esplicita il legame tra dimensione sessuale-primordiale e
potenza intellettuale combinando le forme totemiche e geometrizzate del volto
con la forma fallica evidente sul retro. Una spettacolare introduzione al
movimento è data da Rock-Drill di
Epstein, che pone su una vera trivella un’aggressiva figura che unisce alieno e
bestiale, con una testa a metà tra il muso e l’elmetto e il corpo scavato con
le costole in evidenza. Un’immagine sinistra nella quale, come dichiarò più
tardi il suo autore, non c’era “nessuna
umanità , solo il terribile mostro di Frankenstein in cui ci eravamo trasformati“.
Come annunciato sul secondo e ultimo numero di Blast –
recentemente riedito insieme al primo e sfogliabile in mostra – i fragori della
guerra sopraffarono il Vorticismo. David
Hulme, teorico del gruppo, e Gaudier-Brzeska vi persero la vita e gli altri
non riuscirono piĂą a sostenere la stessa violenta ansia di cambiamento che li
aveva portati inneggiarla. Come
affermò qualche anno più tardi lo stesso Lewis: “Il Vorticismo più che l’annuncio di un nuovo ordine fu il sintomo della
malattia terminale del vecchio. Il
mondo meraviglioso era un miraggio, una trappola e una delusione“.
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mostra visitata il 4 febbraio 2011
dal 28 gennaio al
15 maggio 2011
I Vorticisti.
Artisti ribelli tra Londra e New York
a cura di Mark
Antliff e Vivien Greene
Collezione Peggy Guggenheim – Palazzo Venier dei Leoni
Dorsoduro 701 (zona Accademia) – 30123 Venezia
Orario: da mercoledì a lunedì ore 10-18
Ingresso: intero € 12; ridotti € 10
Catalogo Tate Publishing
Info: tel. +39 0412405411; fax +39 0415206885; info@guggenheim-venice.it; www.guggenheim-venice.it
[exibart]
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